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Clusone: troppi maleducati, chiude il “Bosco incantato”

Da luogo fiabesco in mezzo al bosco, in cui sognare e lasciarsi trasportare dalla fantasia, aperto a tutti, all’incubo di avere troppo spesso a che fare con individui che non portano rispetto per l’ambiente, per le regole, per le cose e, soprattutto, per le persone. Inaccettabile e, da qui, la sofferta decisione di chiudere tutto: “La pazienza è finita – dice l’ideatore del “Bosco incantato” al Roccolo Zuccone di Clusone, sul sentiero per San Lucio, Giannino Trussardi –. Da martedì 25 agosto tutto questo non esisterà più: chi vorrà entrare, comunque dovrà chiedere ‘permesso, posso?'”.

L’annuncio è arrivato via social, anche perché è forte l’arrabbiatura del pensionato che si diletta a trasformare tronchi, legno e materiale vario in sculture ispirate alla natura e alle fiabe. È lo stato d’animo di chi – come scrive lo stesso Trussardi – è “arrivato al limite”. “Il bosco incantato, come lo avete chiamato voi – aggiunge – non esisterà più!!! Tutte le entrate dei sentieri, compreso indicazioni, verranno chiuse!!!”.

Una decisione di sicuro sofferta, ma comprensibile se si tiene conto della cura, del lavoro e della dedizione riservati a questo angolo di montagna che è sempre stato una sorpresa per grandi e piccoli, e della maleducazione e dell’inciviltà con cui troppo spesso Giannino Trussardi deve fare i conti: “Purtroppo – è sempre il pensionato a parlare – ho a che fare con persone (la maggior parte genitori) poco rispettose e maleducate! Non vorrei rovinarmi la salute per colpa di loro!!!”.

 

L’amore per il bosco e il Roccolo Zuccone, comunque, continueranno a essere condivisi dall’ideatore di tutto questo con coloro che avranno un atteggiamento consono al luogo, alla situazione e alla buona educazione. Le nuove regole sono molto chiare: “Si accetteranno solo gruppi organizzati tramite contatto telefonico… Chi vorrà entrare comunque dovrà chiedere: ‘Permesso, posso?'”.

Nel “Bosco incantato” al Roccolo Zuccone, insomma, si torna bambini in tutti i sensi, cominciando dall’imparare come ci si deve comportare, specie se si è in casa d’altri. Ogni fiaba ha la sua morale, questa di Giannino Trussardi è una lezione semplice semplice, ma che è alla base del nostro stare nella società: rispetto dei luoghi, rispetto delle norme e, al primo posto, rispetto delle persone. È l’ABC, sono i primi passi. È così, da che mondo è mondo, che si diventa grandi e si capiscono i limiti delle situazioni e degli atteggiamenti. E che le cose belle sono soltanto per chi le sa apprezzare.

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