È allestita dino a domenica 20 settembre a Bergamo la 16ª edizione di “Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio”. Il tema 2026 del Festival, New Renaissance, dà avvio a una nuova fase: il progetto di Paesaggio diventa progetto culturale capace di connettere natura, persone, scienza, arte e saperi diversi, proponendo soluzioni concrete al bisogno di benessere e sostenibilità che attraversa oggi le città.
È proprio questo filo — dalla visione al progetto reale — a guidare la novità più visibile della 16ª edizione della manifestazione: in Piazza Vecchia quest’anno si rimodula l’installazione-spettacolo, e la paesaggista Cristina Mazzucchelli propone soluzioni concrete per la qualità dello spazio pubblico. Amplia inoltre la propria presenza in città e sul territorio con mostre, incontri e percorsi culturali che spaziano dalla Biblioteca Civica Angelo Mai al racconto dei pittori Santacroce, che arriva idealmente fino a San Pellegrino Terme.
La novità più visibile riguarda Piazza Vecchia: dopo quindici anni di suggestive installazioni con matrice “verde”, la Green Square evolve da supporto di un manifesto a luogo reale su cui misurare il progetto. La sfida è affidata alla paesaggista Cristina Mazzucchelli, che con “Così è se vi appare” lavora sulla cornice della piazza e sul riordino permanente dei dehors storici attraverso fioriere specchianti coordinate con la pavimentazione a losanghe, mentre al centro della piazza prismi, piramidi specchianti, aiuole ed erbacee trasformano l’attraversamento in un’esperienza di osservazione dello spazio.
È una scelta che inaugura una nuova stagione del Festival: non più solo installazioni spettacolari, ma progetti capaci di offrire indicazioni concrete alla città. L’intervento 2026 è temporaneo e reversibile, ma nasce come laboratorio sul futuro di Piazza Vecchia, nel solco di una vocazione già propria di Arketipos, come dimostrano le bordure perenni di via Torquato Tasso firmate Nigel Dunnett, eredità permanente di una precedente edizione.
Su un nuovo modello di vivibilità green in tempo di crisi climatica prova a far riflettere l’installazione satellite Urban Haven # Rifugio Urbano, progettata dall’architetto Katuscia Ratto e realizzata all’Antico Lavatoio di via Mario Lupo, in Città Alta, con il supporto del leader-partner Pedrali. Lo spazio si trasforma in un luogo da vivere, dove rallentare, incontrarsi e ritrovare benessere. Vegetazione, luce, ombra e arredi definiscono una sequenza di ambienti, ora raccolti e silenziosi, ora più aperti e conviviali, favorendo scoperta e relazione.
Un asse centrale del nuovo corso è l’alleanza con l’Università degli studi di Bergamo. Attraverso un accordo quadro triennale, Arketipos e Ateneo avviano un percorso con l’obiettivo di sviluppare un programma condiviso di ricerca, formazione e progettazione culturale dedicato al paesaggio. L’intesa rappresenta un passo significativo nella costruzione di un dialogo stabile tra mondo accademico, professioni e istituzioni, in piena sintonia con il tema del Nuovo Rinascimento, che pone al centro l’incontro tra saperi diversi.
Uno degli obiettivi più ambiziosi riguarda inoltre lo sviluppo dell’Hub del Paesaggio di Astino, destinato a diventare un luogo permanente dedicato alla ricerca, all’osservazione, alla sperimentazione e alla divulgazione della cultura del paesaggio. L’accordo testimonia la volontà di trasformare Landscape Festival in una piattaforma permanente di produzione culturale, capace di generare conoscenza e nuove progettualità ben oltre il periodo della manifestazione. Una scelta che rafforza ulteriormente il ruolo di Bergamo come città in cui il paesaggio diventa oggetto di ricerca, formazione e innovazione, oltre che di divulgazione.
Una collaborazione, quella tra Comune e Università, che si esprimerà anche con un evento per un pubblico non specialistico, il 14 settembre dalle 17.30 alle 19 ne “I Giardini PwC” dell’Accademia Carrara (Via della Noca, 7 – Bergamo) e in caso di maltempo, presso la sala 12 dell’Accademia Carrara (Piazza Giacomo Carrara, 82 – Bergamo), con l’incontro La natura in città. Idee per ripensare i paesaggi urbani, dedicato al ritorno della natura nei centri urbani come elemento di benessere e sostenibilità.
In questo incontro, concepito nel quadro di Com-Uni, la piattaforma di collaborazione tra Comune e Università, i relatori propongono nuove idee per ripensare i paesaggi urbani, tra passato, presente e futuro, a partire da quelli della città di Bergamo. Studiosi ed esperti di paesaggio lanciano idee e introducono spunti per riportare la natura in città. Di fronte al cambiamento climatico e all’urbanizzazione emerge un’esigenza nuova di ritorno della natura in città. La natura diventa un ingrediente fondamentale per il benessere dei cittadini e per la sostenibilità delle città.
L’appuntamento più atteso della manifestazione è come da tradizione l’International Meeting of Landscape and Garden, in programma il 18 e 19 settembre nella suggestiva Aula Magna dell’Università di Bergamo, in Sant’Agostino. È il cuore professionale del Festival e riunisce a Bergamo alcuni tra i più autorevoli interpreti contemporanei del progetto di paesaggio, provenienti da Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania. Architetti del paesaggio, garden designer, botanici, artisti, ricercatori, direttori di giardini sperimentali e progettisti urbani sono chiamati a confrontarsi sulla stessa domanda: come progettare oggi paesaggi capaci di durare nel tempo, funzionare ecologicamente e migliorare la vita delle persone? Il programma di alta formazione comprende inoltre la Garden Masterclass del 16 settembre con James Hitchmough, professore emerito di Ecologia Orticola all’Università di Sheffield e, insieme al compianto Nigel Dunnett, tra le figure fondative della Sheffield School. La Masterclass approfondirà un approccio che ha trasformato il rapporto tra ecologia, botanica e progetto e sarà anche occasione per ricordare il contributo scientifico e culturale di Dunnett. Il 17 settembre, l’International Seminar sarà invece dedicato al rapporto tra paesaggista e giardiniere, partendo dall’idea che un paesaggio non si concluda il giorno dell’inaugurazione del progetto ma continui a essere progettato attraverso l’osservazione, la cura e la gestione. Due i casi studio internazionali analizzati: The Field a Maiorca, il giardino di Luciano Giubbilei raccontato attraverso il dialogo con Artur Serra, e Knepp Estate nel West Sussex, con Charlie Harpur e l’esperienza del Rewilded Walled Garden.
Il Festival 2026 rafforza anche il rapporto con i musei e con il patrimonio culturale. Il 12 e 13 settembre l’Alpine Seminar, realizzato in sinergia con Accademia Carrara e Museo Diocesano Adriano Bernareggi di Bergamo Alta, è dedicato a Il paesaggio come identità culturale: i Santacroce. Al centro c’è la storia della straordinaria dinastia di pittori del Rinascimento veneziano originaria della piccola frazione di Santa Croce, nel territorio di San Pellegrino Terme, da cui deriva il nome della scuola. La vicenda dei Santacroce permette di leggere il paesaggio come matrice culturale: da un luogo preciso nasce una storia artistica che nel tempo ha portato opere e testimonianze in contesti diversi, anche lontani dal territorio d’origine. Il paesaggio viene così raccontato non soltanto come natura o progetto urbano, ma come identità, memoria e relazione tra luoghi, opere e comunità.
Nell’atrio della Biblioteca Civica Angelo Mai, la cui facciata classicista completa Piazza Vecchia, trova spazio Il Giardino Manifesto, progetto espositivo di Mauro Piantelli / De8_Architetti che racconta i primi quindici anni del Landscape Festival e le trasformazioni della piazza realizzate nelle diverse edizioni. La scelta della Biblioteca è essa stessa parte del racconto: Palazzo Nuovo è un edificio costruito per stratificazioni, aggiunte, sottrazioni e ripensamenti, un modello che invita a rileggere anche la città come organismo trasformabile. Il percorso mette in relazione il portico del Palazzo della Ragione, Piazza Vecchia, il loggiato, l’atrio della Biblioteca e il piccolo giardino nascosto affacciato sui Colli, normalmente non accessibile al pubblico. Nel loggiato è prevista anche una piccola open library, con nuclei di sedute e testi liberamente consultabili.
Info: www.landscapefestival.it


















