Da più di quattro anni la guerra in Ucraina entra nelle nostre case: nelle bollette, nei telegiornali, nel dibattito su quanto spendere per la difesa. I sondaggi dicono che sette italiani su dieci vedono nella Russia una minaccia, meno della media europea, e che siamo tra i più contrari ad aumentare le spese militari. Ma quanto è reale, davvero, il pericolo per noi europei?
Se ne parlerà con la giornalista Anna Zafesova, martedì 27 ottobre alle ore 20.45 a Clusone, nell’auditorium della scuola primaria in via Roma in un incontro promosso dall’associazione “Il Testimone”, che riprende gli appuntamenti di approfondimento aperto a tutti dopo la pausa dell’estate.
Anna Zafesova è una giornalista di origini russe, di cittadinanza italiana, che da oltre trent’anni scrive per il quotidiano “La Stampa”, per cui è stata per dieci anni corrispondente da Mosca; firma analisi anche per “Il Foglio” e “Linkiesta”. Ha seguito la Russia di Putin fin dall’inizio, e di recente è stata in Ucraina, da Kyiv a Bucha, per raccontare come si vive sotto le bombe. Pochi come lei in Italia sanno leggere la Russia dall’interno: nella sua lingua, nei suoi media, nei suoi silenzi. Ma per decidere quanto investire nella nostra sicurezza, o se fidarsi di una tregua, bisogna prima capire che cosa vuole davvero il Cremlino, quanto è forte e quanto è fragile.
“Sappiamo che il pubblico è diviso – spiegano i promotori della serata, i componenti de “Il Testimone” -. Molti pensano che il sostegno all’Ucraina costi troppo, che si rischi un’escalation, che la priorità sia la pace. Sono preoccupazioni serie, e meritano risposte fondate. Vale per chi sostiene Kyiv e per chi è contrario agli aiuti. E il momento lo rende urgente: tra Washington e Mosca si tratta, si annunciano tregue che poi non arrivano, e l’Europa deve decidere da sé come porsi nei confronti del conflitto”.
Dicono ancora i rappresentanti de “Il Testimone”: “Come associazione culturale non proponiamo tesi da condividere, ma approfondimenti per scegliere: vi invitiamo ad ascoltare, a fare domande, anche scomode. Perché queste domande non riguardano solo le capitali: riguardano noi, come cittadini. Perché una testimonianza informata non deve essere un privilegio delle città, ma un diritto anche per chi vive nei territori più decentrati”.
Tutti gli incontri de “Il Testimone” sono a partecipazione libera e gratuita.



















