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Clusone, genitori davanti dalla scuola per la settimana corta. Intanto si cerca la mediazione

Genitori davanti alla scuola, a Clusone. Una manifestazione per esprimere dissenso in merito alla decisione del Consiglio d’istituto che ha bocciato l’introduzione della settimana corta per il prossimo anno scolastico sia alle elementari sia alle medie. Una quarantina i genitori presenti. Con loro anche una rappresentanza di insegnanti. Nel frattempo, all’interno della scuola, si è svolto un incontro per cercare una mediazione. 

Il sindaco di Clusone Massino Morstabilini, l’assessora all’Istruzione Flavia Bigoni e il consigliere regionale Jacopo Scandella hanno incontrato il dirigente scolastico Raffaele Di Stasi. Un confronto per cercare una via d’uscita alla situazione che si è creata. «È un tema estremamente importante per le famiglie, l’Amministrazione comunale ne è consapevole. Tant’è vero che da due anni ci siamo avvicinati con una serie di confronti, valutazioni e proposte. Un lavoro sfociato con la lettera inviata ad aprile del 2023 all’Istituto comprensivo per proporre l’attivazione della settimana corta», ha spiegato l’assessora Flavia Bigoni a incontro concluso.

Dopo la lettera del Comune, è iniziato un percorso di valutazione, anche attraverso l’istituzione di un’apposita commissione. È stato promosso anche un sondaggio tra le famiglie. I genitori favorevoli alla settimana corta (cinque giorni a scuola e il sabato a casa) sono risultati la maggioranza sia alle elementari (il 68,9%) sia alle medie (il 70,53%). Fin da subito è stato detto che la consultazione non era vincolante, ma solo uno strumento per sondare il parere delle famiglie. Tuttavia, proprio a fronte delle percentuali emerse dal sondaggio, la bocciatura ha destato non pochi malumori.

«Molte famiglie sono rimaste deluse per la decisione del Consiglio d’istituto che è andata contro il parere della maggioranza dei genitori. Stiamo quindi cercando di ricomporre questo scollamento favorendo il confronto. Solo insieme si può uscire da questa situazione – ha sottolineato Flavia Bigoni -. Stiamo cercando di verificare se ci sono le condizioni per ulteriori incontri a breve, sia per approfondire gli aspetti organizzativi di competenza dell’Amministrazione comunale (trasporti e mensa) sia per verificare la possibilità di una riconvocazione del Consiglio d’istituto o di una rivalutazione di alcune posizioni. Alcuni consiglieri, infatti, potrebbero rivedere la loro decisione se portati a conoscenza di più elementi».

La decisione in merito all’attivazione della settimana corta riguardava solo le elementari e le medie di Clusone (rispettivamente 319 e 290 alunni), non gli altri plessi (alle elementari di Villa d’Ogna e Piario la settimana corta è già realtà).  «La scuola sicuramente darà delle spiegazioni sulle motivazioni che hanno portato alla decisione dei giorni scorsi. Sull’albo pretorio verrà pubblicato il verbale del Consiglio d’istituto che spero possa dare risposte adeguate – ha spiegato il dirigente scolastico Raffaele Di Stasi -. Questa mattina con l’Amministrazione comunale abbiamo concordato di incontrarci nei prossimi giorni in modo da poter capire se ci sono le condizioni per poter ridiscutere quanto è stato deciso. Certo, i tempi sono stretti: il 18 gennaio si aprono le iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Se si darà una risposta non si andrà molto oltre questa data, in modo da dare ai genitori la possibilità di iscrivere i loro figli dove ci sono le condizioni che possono soddisfare le loro esigenze».

Tra i genitori presenti in mattinata davanti alla scuola è rimasta amarezza. «La delusione è tanta – ci ha detto una mamma -. Non abbiamo ottenuto le risposte che ci aspettavamo. Nei giorni scorsi abbiamo cercato il confronto, ma di fronte alla chiusura che abbiamo riscontrato non è rimasto altro da fare che venire davanti alla scuola. Un passo che non avremmo voluto compiere. Ora, dopo quanto successo, il rischio è che ci sia un calo di alunni. Ci sono delle famiglie, sia alle elementari sia alle medie, che iscriveranno i figli altrove, dove negli open day hanno trovato progetti migliori da un punto di vista di organizzazione di orario e servizi offerti alle famiglie».

«La decisione del Consiglio d’istituto è stata uno schiaffo alla comunità – ha aggiunto un papà -. I genitori si erano espressi a schiacciante maggioranza a favore della settimana corta e anche il collegio docenti aveva dato parere favorevole per la primaria. Troviamo quindi incomprensibile la posizione assunta dal Consiglio d’istituto, soprattutto da parte dei rappresentanti dei genitori, ma non solo. Riteniamo inoltre inspiegabile la rigidità che adesso si sta avvertendo di fronte alla richiesta di ripensare la decisione presa. Il risultato sarà che tanti bambini andranno a scuola in altri paesi e sarà una perdita per tutta la comunità di Clusone».

 

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