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Clusone, i ragazzi del «Fantoni» partigiani a teatro

Calarsi nei panni dei partigiani. Forse non c’è miglior modo per imparare cos’è stata la Resistenza. Perché i libri ti possono spiegare, raccontare, ma il teatro ti restituisce la vita, le emozioni; persino il freddo e la fame, se ti lasci coinvolgere. Così, i ragazzi dell’Istituto «Fantoni» di Clusone, che domani (sabato 30 aprile) metteranno in scena lo spettacolo «Scalzi, laceri, eppur felici», potranno dire di averla sentita sulla propria pelle, la lotta per la Liberazione. Anche solo per qualche momento, su un palcoscenico.

C’entra pure come lo spettacolo è stato costruito. Mettendo la testa nei documenti, visitando i luoghi, percorrendo sentieri. L’Isrec (Istituto per la storia della resistenza e dell’età contemporanea) di Bergamo ha infatti reso disponibili documenti di prima mano, grazie ai quali è stato possibile ricostruire le storie dei partigiani bergamaschi che vengono raccontate sul palco: Carolina Pesenti, Velia Sacchi, i fratelli Quarti, Guido Galimberti, Mario Zeduri, Beppe Marcarini, Ivan Piana, Guglielmo Macario. Questi ultimi fra i Tredici Martiri della Malga Lunga di Sovere, luogo simbolo della Resistenza nella nostra provincia, che ora ospita anche un museo e che i ragazzi hanno visitato.

Alcune ragazze provano una scena
Alcune ragazze provano una scena

Tutto è nato dal progetto «Giovani testimoni di memoria», finanziato dalla Provincia di Bergamo nel 2015 per celebrare il 70° della Liberazione. L’obiettivo: mettere a contatto gli studenti di oggi con le storie, i sogni, le speranze, gli ideali di quei giovani che scelsero di rischiare la propria vita per dare all’Italia un futuro migliore. E, incontrando i ragazzi del «Fantoni» durante le prove, sembra che lo scopo sia stato raggiunto.

«È stata un’esperienza credo unica – dice Daniele Gritti, di quarta Liceo scientifico –. Sì, sentiamo parlare della Resistenza a scuola, ma interpretare i partigiani in questo modo ti rende ancora più partecipe della storia e ti permette di capire come effettivamente vivevano questi giovani: tutte le difficoltà che hanno dovuto affrontare». «Abbiamo capito davvero cosa significava vivere gli anni della guerra – aggiunge Angela Fantoni, di quinta Ragioneria –. Le persone di cui parliamo nello spettacolo erano ragazzi molto giovani, nostri coetanei, e hanno avuto il coraggio di lasciare la loro famiglia per andare a combattere una guerra che non era loro, una guerra che si sono ritrovati in casa. Hanno avuto il coraggio di reagire».

Tutti sul palco
Tutti sul palco

Il percorso è iniziato a novembre, sotto la guida di alcuni insegnanti e del regista Umberto Zanoletti, del Teatro Minimo di Ardesio. Alcune parti della rappresentazione sono già state messe in scena il 16 aprile a Bergamo, davanti a 500 studenti, al Presidente della Provincia Matteo Rossi e alla dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Patrizia Graziani, e il 17 aprile a Stezzano, nella cornice di Villa Moroni. Domani per la prima volta, a Clusone, sarà presentato lo spettacolo completo: al mattino per le scuole, alla sera (dalle 21 al Teatro «Monsignor Tomasini» dell’oratorio) per tutti.

Il titolo «Scalzi, laceri, eppur felici» viene da un testo di Italo Calvino, «Oltre il ponte»: «La speranza era nostra compagna. Ad assaltar caposaldi nemici. Conquistandoci armi in battaglia. Scalzi e laceri eppure felici». Il brano, musicato da Sergio Liberovici nel 1959, è poi diventato anche una canzone dei Modena City Ramblers, che il gruppo musicale del «Fantoni» interpreta durante lo spettacolo.

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