La comunità delle Fiorine di Clusone si prepara a celebrare il suo patrono San Giuseppe Artigiano con un programma che affianca alle tradizionali celebrazioni religiose alcune significative novità.
«Oltre alla celebrazione del primo maggio, con la processione alle 10 seguita dalla messa, abbiamo voluto introdurre quest’anno alcuni elementi innovativi – spiega don Carlo Viscardi, parroco delle Fiorine -. Dopo la messa ci sarà la benedizione degli strumenti del lavoro. Tutti i fedeli sono invitati a portare un oggetto rappresentativo della propria professione: dalla penna o il computer per chi lavora in ufficio, fino agli utensili domestici per le casalinghe».
Le celebrazioni includono anche un momento culturale di particolare significato. «Vogliamo omaggiare il nostro patrono con un concerto che si terrà il 30 aprile alle 20.30 nella chiesa parrocchiale – continua don Carlo -. Ad esibirsi sarà il coro Liberi Suoni, una formazione polifonica che da alcuni anni integra tra i suoi membri anche persone con disabilità». La scelta non è casuale: «Abbiamo voluto sottolineare come la musica non sia solo espressione artistica, ma possa diventare occasione di inclusione e strumento terapeutico, dimostrando che anche la disabilità può trasformarsi in risorsa preziosa nell’espressione musicale».
La festa patronale offre così l’opportunità di guardare al primo maggio non solo come celebrazione del lavoro, ma anche come ricorrenza dedicata a un santo che occupa un posto speciale nella tradizione cristiana. «Giuseppe ha un ruolo davvero importante, tanto che Gesù non si scandalizza quando lo chiamano ‘figlio del falegname’, ma sembra quasi apprezzarlo – evidenzia don Carlo -. Gesù ha imparato cosa significhi accarezzare osservando il padre mentre lavorava, ha scoperto il valore del guadagnare con il sudore della fronte, ha compreso da quest’uomo di Nazaret cosa significhi amare la propria famiglia e vivere la fede».
Il parroco conclude con una riflessione: «Come potrebbe Gesù chiamare Dio con il nome di Padre se non avesse avuto un buon padre come Giuseppe? In lui riscontriamo caratteristiche profondamente umane che, come ci insegna la fede, sono anche pienamente divine. Giuseppe ci insegna tutto questo, ed è per questo che la nostra comunità è lieta di celebrarlo».
















