Anche quest’anno è stato un autentico viaggio nel tempo ciò che hanno potuto vivere i tanti visitatori del Parco archeologico Parra Oppidum degli Orobi di Parre nel weekend di sabato 30 e domenica 31 agosto. In una cornice storica e con un paesaggio mozzafiato sulla Valle Seriana è andata in scena la settima edizione di Orobia, il festival di rievocazione storica dedicato all’Età del Ferro, periodo al quale risale l’insediamento conservato nel Parco. Un’edizione speciale quella di quest’anno, inserita da PromoSerio nel progetto “Intrecci Condivisi” insieme ad altri sette eventi di altrettanti Comuni dell’Alta Valle e finanziato da un contributo regionale attraverso il bando Lombardia Style 2025.
Tante le iniziative nei due giorni dell’evento, che quest’anno ha avuto per sottotitolo “Nella Casa di Katua”, nome femminile inciso su una rondella ritrovata proprio nel villaggio orobico di Parre e divenuta in seguito il simbolo del Parco stesso.
La giornata di sabato si è aperta convegno “Abitare in montagna nell’età del ferro. Le case alpine tra ricerca e valorizzazione”. Un momento «fortemente voluto dall’amministrazione comunale per ricordare la dottoressa Raffaella Poggiani Keller, archeologa e figura cardine nelle ricerche di questo sito e nella sua valorizzazione – ha sottolineato Simone Liguori, attuale curatore del Parco – grazie a lei nel 2013 è stato possibile aprire questo Parco archeologico e l’Antiquarium, il museo a esso collegato».
Nel pomeriggio spazio alle visite guidate nel Parco e a due appuntamenti laboratoriali inseriti nella rassegna “Le valli del legno”, con la costruzione di asce primitive dedicate ai più piccoli e una fedele ricostruzione del ruolo dei falegnami in epoche antiche. Nel frattempo, nel Parco è partito il fermento dei gruppi di ricostruzione storica, tre associazioni che hanno ricostruito un accampamento secondo lo stile delle antiche popolazioni vissute nell’arco alpino più di duemila anni fa, nell’Età del Ferro.
«I ricostruttori – ha aggiunto Liguori – sono impegnati in diverse attività che riguardano ciò che svolgevano gli uomini e le donne dell’epoca: dai lavori artigianali alle pratiche culturali e religiose, compresa la ricostruzione di armi e abbigliamento tipico».
Attraverso un importante lavoro di ricerca, passione e cura nei dettagli, i ricostruttori hanno dato dimostrazioni anche per tutta la giornata di domenica, regalando ai presenti un viaggio nel tempo per rivivere come le popolazioni che per prime hanno attraversato questi territori.
















