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A Clusone “Semi di Luce – I Giusti tra le Nazioni”

Clusone ricorda in questi giorni i Giusti tra le Nazioni. Tra le proposte c’è “Semi di Luce – I Giusti tra le Nazioni”,  una mostra sul Bene che è il volano per una serie di iniziative in occasione del 6 marzo, Giornata dei Giusti. L’allestimento si può visitare nell’ ex chiesetta dell’Istituto Fantoni, a Villa Barbarigo, dal 2 al 6 marzo, con visite guidate per le classi dell’Istituto Fantoni e di ABF, e dal 7 marzo al 15 marzo nella Sala Portec in piazza dell’ Orologio. L’inaugurazione si terrà sabato 7 marzo alle 15.

Tra gli appuntamenti, venerdì 6 marzo, la cerimonia di piantumazione di un nuovo albero nel Giardino dei Giusti dell’ Istituto Fantoni.
Sempre venerdì, alle 20,40 avrà luogo nell’Auditorium comunale di via Roma la conferenza a cura dell’ Associazione Il Testimone “Il potere di sapere – Informazione e democrazia nell’ era digitale” con Marco Gambaro, docente di Economia e Industria dei media Università degli Studi di Milano.

La proposta nasce da un’idea degli alunni del Liceo delle Scienze Umane dell’Istituto Fantoni, con il Comune di Clusone che ospita un’iniziativa,  coinvolgendo anche l’ABF e alcune associazioni del territorio. Gli studenti venerdì 6 marzo pianteranno un albero in occasione delle celebrazioni per la Giornata dei Giusti.

Il punto di partenza della mostra è Oskar Schindler, tra i primi a essere nominato Giusto fra le Nazioni dalla commissione che si occupò di fondare lo Yad Vashem (“un monumento e un nome”, da un versetto di Isaia) a Gerusalemme. Da allora sono state migliaia le persone che si sono ricordate per essere andate contro la legge e aver salvato vite di ebrei destinate ai campi di sterminio. Il dovere del ricordo del Bene e la volontà di mantenere viva la fiamma di Giustizia li ritroviamo nelle opere di Valentina Anna Carrera appunto nella sua mostra “Semi di luce – I Giusti tra le Nazioni”. E’ una collezione di fotografie, grafiche e installazioni che indagano figure di uomini e donne che sono stati in grado di dire quel “io no”, la più potente dichiarazione di Giustizia quando il mondo intorno a noi cerca di piegarci alle logiche della paura, dell’omertà, del silenzio della coscienza.

Il protagonista assoluto di questa mostra è il legno in tutte le sue forme, da rovinati cassetti di recupero fino uno storico baule in perfette condizioni. Il legno rimanda alle centinaia di alberi dei Giardini dei Giusti. L’albero è forza e resistenza, memoria e vita. I cassetti sono come custodi della nostra intimità, il baule è carico di tutto ciò che ci è di più caro. Dal baule di Schindler, aperto per lasciare libere quelle 1.200 vite che l’industriale ha salvato da morte certa, si dipanano tanti fili con i nomi dei sopravvissuti, una ragnatela che rappresenta la propagazione del Bene.
Alcuni pannelli sono particolarmente significativi perché legati all’attualità più stringente: le manifestazioni per la Pace in Ucraina, le manifestazioni antigovernative soffocate nel sangue in Iran, la figura di Alexandra Skochilenko.

Una menzione particolare meritano i cassetti tipografici, utilizzati come archivi della memoria per presentare quello che l’Uomo è ancora in grado di fare malgrado le correnti opposte, malgrado le facili comodità, in nome di un ideale, sia esso di Fratellanza sia esso di rispetto per l’Ambiente o contro ogni tipo di discriminazione, contro l’estremismo arabo, contro la mafia. Infine la luce, ovunque fondamentale per dare forma alle opere, soprattutto grazie all’uso di fogli di acetato, capaci di esaltare le figure facendole percepire vibranti, tridimensionali. La luce più di ogni altra cosa viene invitata dalla presenza costante di semi, metafora del segno che le azioni dei Giusti devono lasciare nella nostra Anima con un dolce sussurro: “Chi salva una vita salva il mondo intero”.

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