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Premolo ricorda don Antonio Seghezzi a 81 anni dal martirio a Dachau

Il 21 maggio 1945 si spegneva nel campo di concentramento di Dachau il Venerabile don Antonio Seghezzi. Erano passati pochissimi giorni dalla liberazione del lager da parte degli Alleati, ma una grave forma di tubercolosi contratta durante i durissimi mesi di prigionia stroncò il sacerdote bergamasco a soli 38 anni. A ottantun anni da quel tragico compimento, la Diocesi di Bergamo e la comunità di Premolo, dove nacque, si preparano a fare memoria di un “formatore di anime coraggiose”, figura di riferimento dell’Azione Cattolica.

Nato nel paese dell’alta Valle Seriana nel 1906, dopo essere stato cappellano militare in Etiopia, don Antonio ricevette dal vescovo Adriano Bernareggi l’incarico di assistente della Gioventù di Azione Cattolica. Fu un educatore instancabile: visitò ogni parrocchia della terra orobica per formare giovani capaci di pensare liberamente attraverso la Parola di Dio e la cultura.

Dopo l’8 settembre 1943, di fronte al dramma della guerra e dell’occupazione nazifascista, la sua missione si tradusse in pura carità cristiana a sostegno della Resistenza. Rifiutando ogni connotazione puramente politica o ideologica, don Seghezzi si impegnò in prima persona per proteggere, aiutare e curare i giovani renitenti alla leva, i partigiani e i perseguitati in fuga sui monti della Valle Seriana.

Questo aiuto ai ricercati attirò l’attenzione della polizia tedesca. Per evitare feroci rappresaglie naziste contro la popolazione civile e i suoi stessi ragazzi, don Antonio scelse di consegnarsi spontaneamente alle autorità. Arrestato il 27 ottobre 1943, venne condannato a cinque anni di deportazione in Germania, destinazione finale il famigerato lager di Dachau.

Il programma delle commemorazioni di giovedì 21 maggio prevede un momento di profonda preghiera nei luoghi d’origine del Venerabile, dove le sue spoglie sono tornate a riposare dal 1952. Nella casa natale di don Antonio, in via Lulini, si terranno la recita del Santo Rosario (alle 20) e a seguire la celebrazione della Messa.

La celebrazione vedrà la partecipazione di monsignor Tarcisio Tironi, vice-postulatore della causa di beatificazione. Dopo che Papa Francesco ha firmato nel dicembre 2020 il decreto che ne riconosce le virtù eroiche dichiarandolo Venerabile, il percorso della Chiesa prosegue. “La fase diocesana e romana sulle virtù è conclusa – ricorda don Tarcisio – ora il processo attende il riconoscimento di un miracolo avvenuto per sua intercessione per giungere alla definitiva beatificazione. Continuiamo a pregare”.

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