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Clusone, Tassa sui rifiuti: “Per il 2026 una contenuta riduzione”

Via libera dal Consiglio comunale di Clusone, nella serata di martedì 21 luglio, alle tariffe per il 2026 della TARI, la tassa sui rifiuti che, come ha sottolineato il sindaco Massimo Morstabilini, prevedono una “contenuta riduzione”. Ha infatti spiegato che le utenze domestiche, quelle relative alle famiglie, avranno in media un calo di circa il 3% e quelle non domestiche intorno all’1,5%.

Per l’Amministrazione Morstabilini Bis (che ha vinto le elezioni del 24 e 25 maggio con la lista “Clusone al Massimo”) si è trattato della prima seduta nella sala consiliare dopo l’insediamento del 9 giugno nell’auditorium delle scuole elementari. Una riunione molto tecnica, con l’approvazione del Piano economico finanziario (PEF) della TARI per il periodo 2026-2029, la determinazione delle tariffe per il 2026, la salvaguardia degli equilibri di bilancio, l’assestamento generale del bilancio triennale, l’adozione del nuovo regolamento edilizio e l’approvazione della proroga per 12 mesi della convenzione con la Comunità montana per la gestione del centro sportivo comprensoriale di atletica leggera “Vittore Lazzarini”.

È stato il sindaco Morstabilini a spiegare che il principio della TARI è la necessità della copertura integrale del servizio, con costi al netto delle detrazioni per le famiglie che per Clusone ammontano a 1.252.000 euro per il 2026, 1.334.000 euro per il 2027, 1.419.000 euro per il 2028 e 1.432.000 euro per il 2029. “L’aumento annuale – ha sottolineato – è determinato da un parametro calcolato con regole nazionali di limite alla crescita”.

Ancora Morstabilini: “Per il 2026 il PEF è di poco inferiore a quello del 2025, mentre per il 2027 l’incremento è del 6,53%, lo stesso per il 2028 e per il 2029. Per il 75% è rappresentato dai costi del gestore Geco Srl, il resto è di competenza diretta del Comune. Nello specifico, la spesa della costruzione del nuovo centro di raccolta con Rovetta, Fino del Monte e Cerete verrà spalmata sulle tariffe, tolta la parte di fondi ottenuta grazie al PNRR”.

Un’altra sottolineatura è stata per l’introduzione di alcune riduzioni tariffarie, di circa 30.000 euro sui costi per il 2026 e in futuro tra i 35.000 e i 46.000 euro annui. Oltre all'”importante azione di riscossione coattiva delle somme che non vengono pagate”.

Sull’argomento e sui successivi punti si è registrata l’astensione del gruppo di minoranza “Clusone Sì”. “Sono già arrivate le bollette ai cittadini con queste tariffe – ha detto il capogruppo Giuseppe Balduzzi -: non sarebbe stato più ‘elegante’ aspettare?”. Per poi chiedersi se davvero la partecipazione a Geco Srl sia così conveniente per Clusone. Mentre a proposito delle tariffe TARI, ha giustificato l’astensione con il fatto che “c’è ancora molto da lavorare in questo campo”.

Con la TARI, è entrato nel merito Morstabilini, “una famiglia di tre persone pagherà 95 euro all’anno per la parte variabile, oltre alla quota fissa proporzionale alla superficie della propria abitazione. Uno studio professionale pagherà 7,90 euro al metro quadro della propria attività. In questo modo viene soddisfatto il principio di una tariffa che deve coprire integralmente i costi del servizio e contenere l’impatto sulle categorie più fragili, garantendo una ripartizione equilibrata tra famiglie e imprese”.

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