Sul Sebino si sta chiudendo l’emergenza relativa alla proliferazione delle macrofite nell’area del basso lago, in particolare nei comuni rivieraschi di Iseo, Paratico, Sarnico e Predore. In questi giorni la società “MPL – Manutenzione e Promozione Laghi”, la partecipata dell’AdB-Autorità di Bacino Lacuale, sta lavorando con otto uomini, tre battelli spazzino e due truxor per lo sfalcio, al fine di chiudere i cantieri aperti sul lago.
“In tutto – ha spiegato Alessio Rinaldi, presidente dell’AdB – stiamo parlando di circa 1.800 tonnellate di macrofite recuperate: la prospettiva è quella di superare le 1.900 tonnellate. Per dare una visione completa della vastità problema, basti pensare che generalmente, MPL recupera circa 400 tonnellate di alghe in un anno”. “Al termine dell’emergenza – ha proseguito Rinaldi – apriremo un tavolo di discussione con i 4 comuni coinvolti, le due provincie e alcuni tra i maggiori esperti del settore, per cercare di trovare soluzioni preventive in vista del prossimo anno”.
Le due Province di Bergamo e Brescia e l’Autorità di Bacino Lacuale hanno aumentato da 450mila a 600mila euro il budget di intervento: “Grazie a un bando regionale che ci ha visto vincitori – ha proseguito Rinaldi – abbiamo ottenuto altri 300mila euro, parte dei quali verranno investiti per il contrasto di una probabile futura emergenza macrofite”.
Nel frattempo, a nord del Sebino, tra Pisogne e Costa Volpino, i battelli spazzino di MPL stanno recuperando tronchi, alberi e ramaglie trascinati nel lago dal fiume Oglio, in discesa dalla Valle Camonica: in tutto, circa 150 tonnellate di materiale. Un problema, anche questo annoso, che mette in seria difficoltà la navigazione privata e pubblica.

















