Una domenica da Guinness, a Bergamo. In città, nel tardo pomeriggio, è andato in scena «L’abbraccio delle Mura». E sembra proprio che il record per il più grande abbraccio con catena umana attorno a un monumento sia stato stabilito. Servivano circa 10.800 persone, ne sono arrivate 11.500.
Ad annunciare il risultato, è stato lo stesso sindaco di Bergamo Giorgio Gori. L’iniziativa era stata lanciata per dare più forza alla candidatura delle Mura venete, simbolo di Città Alta, a Patrimonio dell’Umanità. La sfida è stata vinta, anche se per la certificazione ufficiale da parte dei giudici del Guinness world records sembra si dovrà attendere alcuni giorni.
Un abbraccio alle Mura, ma anche un abbraccio di pace. Gori ha voluto rivolgere un pensiero alle vittime dell’attentato in Bangladesh, in particolare a Maria Riboli, la giovane mamma e manager bergamasca che ha perso la vita a Dacca.

«Non abbracciamo solo un monumento, abbracciamo l’idea che questi anni difficili, di crisi, paura, precarietà, li possiamo superare soltanto insieme, soltanto stando uniti – ha aggiunto il presidente della Provincia, Matteo Rossi -. E abbracciamo anche tutti coloro che non sono qui con noi oggi, come Maria Riboli, la nostra conterranea vittima dell’odio che ha colpito a Dacca. Possiamo farcela insieme. Fieri di essere bergamaschi, a testa alta, sognatori con i piedi ben piantati a terra, con la speranza di un futuro migliore, con la promessa che insieme ce la faremo».
Rossi ha anche voluto dire «grazie per questo meraviglioso gesto d’amore per Bergamo e la bergamasca. Grazie ai tantissimi Comuni che con i loro Sindaci hanno garantito la loro presenza. Grazie alle famiglie, ai giovani, ai quali tocca la responsabilità di aprirsi al mondo portandosi dietro il cuore di Bergamo. Grazie ai mille amici di Brescia che sono con noi e con i quali abbiamo sostenuto l’esperienza bellissima di Floating Piers che si chiude oggi».

















