Gandino si conferma uno dei poli italiani dell’agricoltura sostenibile. Sono arrivate persone anche da Roma e Salerno al primo master europeo per maestri del metodo biointensivo. L’insegnante, invece, è giunto addirittura da oltreoceano: Josè Agustin Macias.
Il metodo biointensivo è un sistema di coltivazione ideato dall’americano John Jeavons. Si basa sul concetto sostenibile di «Coltivare e nutrire il suolo» e permette di far crescere più alimenti in meno spazio. Uno dei primi a portare questo sistema in Italia è stato Ivan Moretti, geometra di Cazzano Sant’Andrea, morto in un tragico incidente stradale nell’estate 2015. Aveva messo in pratica il metodo in un appezzamento di terra a Cazzano e organizzava corsi e convegni dedicati al biointensivo.
La Comunità del Mais Spinato di Gandino ha voluto raccogliere la sua eredità, continuando sulla strada che aveva tracciato. In occasione dei Giorni del Melgotto è stato organizzato questo nuovo appuntamento. «Il corso è per persone già esperte, che hanno la possibilità di imparare come si insegna il metodo biointensivo – spiega Angelo Savoldelli, della Comunità del Mais Spinato -. I partecipanti vengono un po’ da tutta Italia e questo ci fa molto piacere. Nel nostro paese il metodo si sta diffondendo e ci sono già alcune centinaia di persone lo stanno praticando».
«Con questo sistema su piccola scala si sfrutta al meglio la terra e così non si distrugge la natura e non si va ad intaccare l’ambiente esterno», spiega Josè Agustin Macias. L’esperto messicano aggiunge: «Fondamentale per il metodo biointensivo è come fare il compost e poi il principio della semina vicina per sfruttare al meglio il terreno. Inoltre, è importante coltivare prodotti che sono presenti nella dieta locale».

Il metodo può essere applicato su orti domestici, ma c’è anche chi col biointensivo ha deciso di avviare una piccola azienda agricola in una grande città. Come Silvia Paolini, di Roma, che ha partecipato al corso di Gandino. «Questo sistema secondo me è adatto perché permette di valorizzare al massimo anchepiccole superfici di terreno nel pieno rispetto dell’ambiente e della comunità in cui si vive», spiega.
Il servizio di Antenna2:

















