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Clusone, la tavolozza di Tomaso Pizio

È il colore a catturare gli occhi. Un uso ricercato, mai scontato, del colore. Riscoprire Tomaso Pizio è anche riscoprire la sua tavolozza, come fa la mostra inaugurata ieri (sabato 17 marzo) a Clusone.

Negli spazi di Franca Pezzoli Arte Contemporanea una trentina di opere aiutano ad avvicinarsi all’artista nato a Schilpario nel 1932 e scomparso nel 2003. Ci sono dipinti che spaziano dagli anni 70/80 fino alla sua morte e alcune sculture, pezzi unici a cera persa. «Dopo circa 15 anni senza eventi importanti, finalmente abbiamo modo di ammirare l’arte di papà – ha detto la figlia Chiara, presente all’inaugurazione -. Abbiamo voluto allestire una mostra eterogenea, sia dal punto di vista dei colori che dei soggetti e delle misure».

Tomaso Pizio cominciò a disegnare e scolpire da autodidatta. Perfezionò poi il suo stile frequentando i corsi dell’Accademia Carrara e, più tardi, la Scuola internazionale di grafica a Venezia. Espose con numerose personali in Italia e all’estero. Sue opere si trovano nella sede dell’Ambasciata Italiana a Washington, nel palazzo di Amnesty International a New York, oltre che in musei e collezioni private in Italia e Europa.

La mostra di Clusone si potrà visitare fino al 17 Aprile tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30. Chiuso il martedì e mercoledì. Ingresso libero. Informazioni: 0346.24.666, info@pezzoliarte.com.

Nel video la presentazione della mostra da parte di Franca Pezzoli, Chiara e Alessandro Pizio:

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