Non è la solita mostra sulla prima guerra mondiale. A dir la verità, non è nemmeno una mostra. È un’esperienza coinvolgente, che mette in gioco le tue emozioni e ti spinge a riflettere. Cammini al buio e non sai cosa trovi, hai persino la sensazione di essere in trincea. L’installazione si chiama «Bellum. E tu la chiami guerra», verrà inaugurata domenica 8 novembre a Peia, nella sala polivalente di via Cà Bettera. Si potrà visitare per 20 giorni.
Il progetto è stato curato da Giacomo Gelmi, consigliere delegato alle Politiche culturali del Comune. «Tutto è nato in occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia – spiega –. Abbiamo pensato di promuovere un’iniziativa che potesse ricordare questo importante avvenimento. Volevamo farlo però evitando quello che poteva essere un tono eccessivamente retorico e celebrativo, cercando invece di appropriarci in modo più profondo di quella che è la complessità e la drammaticità del tema. Per questo motivo abbiamo pensato di realizzare non già una mostra, con dei semplici oggetti da osservare, ma piuttosto un’installazione sensoriale. Cioè un percorso che verrà proposto al visitatore e che permetterà di vivere delle precise sensazioni legate a quello che vogliamo trasmettere».
L’installazione si sviluppa in due parti. «Una prima, ampia area luminosa vuole rievocare la retorica dell’interventismo, della guerra «sola igiene del mondo» (come recita il manifesto del Futurismo). Tale attenzione viene proposta in dialogo con un’altra forma di retorica: quella dei cimeli, la cui veste eroica viene come allontanata in un mondo polveroso e vecchio, in un passato che pare non appartenerci più – spiega ancora il curatore –. In un secondo momento, giocando su un voluto contrasto con questa prima parte, si va invece ad imporre una più radicale riflessione sulla guerra, in un percorso – fisico e mentale – che, grazie alle sue caratteristiche di buio e oppressione, intende suscitare sensazioni che obblighino a confrontarsi in modo più diretto con la drammaticità del tema. Lungo il tracciato, inoltre, alcune aree interne propongono oggetti ed elementi tesi a stimolare riflessioni: tramite le sensazioni e le emozioni suscitate dall’ambiente, dunque, il visitatore è chiamato ad interagire e lasciare il proprio segno. Al termine del percorso, infine, dopo un confronto radicale con le sensazioni che l’hanno caratterizzato, al visitatore verrà richiesto di osservare questa esperienza e darle una definizione, un nome».

«La prima guerra mondiale, dunque, costituisce il presupposto a partire dal quale abbiamo allargato la riflessione intorno alla drammaticità della guerra, obbligando il visitatore a vivere delle sensazioni e a compiere poi delle azioni che costituiranno una riflessione intorno al tema – aggiunge Giacomo Gelmi –. Tutti insieme dunque, alla fine del periodo di apertura dell’installazione, costruiremo una grande riflessione sulla guerra non pensata in modo puramente intellettuale, ma vissuta attraverso emozioni e azioni».
L’iniziativa, oltre all’Amministrazione comunale, vede coinvolti gli alpini di Peia, le Cinque terre della Val Gandino e Promoserio. Ma è stata resa possibile soprattutto dall’impegno di un team creativo che sta lavorando da mesi: «Visto il budget limitato che avevamo a disposizione, è stato solo grazie alla grande quantità di persone che ci hanno dato una mano e hanno creduto in questo progetto che abbiamo potuto dar vita a un’installazione di questo tipo».

L’installazione sarà inaugurata domenica mattina alle 11. Resterà aperta fino al 28 novembre e si potrà visitare di giovedì e venerdì dalle 20,30 alle 22, il sabato dalle 17 alle 22, la domenica dalle 10.30 alle 12 e dalle 14 alle 18,30. Tutte le domeniche alle 16 sono in programma visite guidate.
All’installazione è stata affiancata anche la rassegna «Grande guerra 100». Il ciclo di appuntamenti prevede sabato 14 novembre, alle 21 all’auditorium dell’oratorio di Peia, lo spettacolo musicale-teatrale «Qualche volta abbiamo anche cantato». Sabato 21 alle 20,45 la biblioteca di Peia ospiterà l’incontro con l’esperto Elio Parsani sul tema «La guerra bianca dei bergamaschi sull’Adamello». Infine, sabato 28, alle 20,45 nell’auditorium dell’oratorio, la serata «Dalla grande guerra ai giorni nostri: perché ricordare?» con lo storico Marco Cimmino e il Coro delle voci orobiche di Casnigo. Per informazioni si può visitare il sito internet del Comune di Peia o la pagina Facebook «Grande guerra 100».
















