Home Notizie Albino, il sindaco: “Con La Fenice si poteva trovare un compromesso”

Albino, il sindaco: “Con La Fenice si poteva trovare un compromesso”

Monastero della Ripa
Il chiostro del Monastero della Ripa ad Albino

«Noi abbiamo cercato un accordo: non volevamo far pagare tutti gli oneri, si poteva arrivare a un compromesso»: il sindaco di Albino Fabio Terzi parla della vicenda che oppone l’Amministrazione comunale alla Cooperativa “La Fenice”. Non nasconde che avrebbe preferito il dialogo. Invece, a decidere è stato il Tar di Brescia che per ora ha sospeso tutto: la cooperativa non deve versare i 230 mila euro nell’ambito dell’intervento per la riqualificazione del Monastero della Ripa, che finora ha portato, il 1° agosto, all’apertura del nuovo ostello.

Il primo cittadino ripercorre così la vicenda: «La convenzione integrativa sottoscritta con la precedente Amministrazione dalla Cooperativa “La Fenice” prevedeva la chiusura totale dei lavori per il 28 marzo 2015. Questo termine faceva scattare il pagamento degli oneri che invece era stato abbuonato dalla precedente amministrazione: avevano tempo tre anni per completare tutte le opere sul Monastero della Ripa. Quando hanno chiesto l’agibilità parziale, perché solo la parte dell’ostello è stata completata, giustamente l’ufficio Edilizia privata ha bloccato il rilascio dell’agibilità e ha inviato una richiesta di pagamento degli oneri». Terzi specifica che «l’agibilità, totale o parziale, può essere rilasciata solo previo pagamento di tutti gli oneri previsti. Siccome era scaduto il termine, questi oneri dovevano essere pagati. Il Comune ha mandato una lettera ufficiale alla Cooperativa dove  chiedeva il pagamento degli oneri prima di rilasciare l’agibilità parziale e concedere quindi l’apertura dell’ostello».  Il primo cittadino aggiunge che «Il presidente della Cooperativa, Fabrizio Persico, su nostra richiesta, ha depositato una fidejussione a copertura totale degli oneri. E solo a fronte di questo l’ufficio Edilizia privata ha rilasciato l’agibilità per poter aprire l’ostello».

Nel frattempo, la cooperativa si è rivolta al Tar sostenendo di poter usufruire del decreto del “Fare” che prevede una proroga di tre anni per qualsiasi convenzione di tipo urbanistico. «Noi riteniamo che non si tratti di una convenzione propriamente urbanistica, ma una convenzione integrativa che regola un rapporto di servizio tra Comune o privato», sostiene Terzi. Fatto sta, però, che  i giudici hanno concesso la sospensiva, dando l’impressione di segnare un punto a favore della Cooperativa. Anche se si potrà dire a chi hanno dato ragione solo quando entreranno nel merito. Il primo cittadino ribadisce che l’Amministrazione non voleva il pagamento di tutti gli oneri e, con una nuova convenzione, si potevano «allungare i tempi di completamento dell’intervento». «Se invece dovesse passare la linea della Cooperativa – prosegue Terzi – avrebbero tempo 2 anni e 5 mesi per realizzare il tutto. E la vedo molto difficile».  Secondo il sindaco, «la proposta dell’amministrazione, conciliante, di transazione, era ottima. Poteva mettere d’accordo tutti: favorire la cooperativa, ma allo stesso tempo riconoscere quel che era dovuto all’amministrazione e anche al territorio, in termini di oneri o comunque di opere urbanizzative del comparto».

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