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Le fiamme del Zenerù illuminano la notte di Ardesio

Un rito sempre uguale a se stesso, eppure capace ogni volta di attirare tantissima gente. È stato così anche quest’anno: migliaia di persone hanno partecipato alla Scasada del Zenerù di Ardesio. Il corteo, come sempre, si è mosso dal piazzale del Ponte Rino dopo le 20. In testa i gruppi ospiti di Saviore dell’Adamello e i «Mamutzones de Samughero» dalla Sardegna. Poi il carro con il fantoccio, quest’anno rappresentato in Trena, una slitta carica dei sette sacchi di ceppi secchi della celebre filastrocca. Dietro, tutta la gente.

Il fantoccio poco prima di essere bruciato
Il fantoccio poco prima di essere bruciato

Tante le persone presenti, ma tanto anche il rumore. Campanacci, latte, raganelle, persino tamburi: non è mancata la fantasia. Dopo la sosta al ristorante La Piana, il corteo è ripreso per accompagnare il carro lungo le vie del centro e poi verso il piazzale dove il fantoccio è stato dato alle fiamme.

Attorno al falò con i campanacci
Attorno al falò con i campanacci

In quel rogo ognuno ha potuto immaginare di bruciare quel che non gli va: il freddo (quest’anno poco, per la verità), la brutta stagione, i cattivi pensieri, i problemi, la malinconia. Il bello della Scasada sta proprio qui. Inizia febbraio e forse anche una stagione migliore.

Bruciano gli ultimi resti
Bruciano gli ultimi resti

 

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