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Uniacque, Paolo Franco: la sfida sarà la patrimonializzazione

Mentre Uniacque sta dando il via ai rimborsi per le quote del canone di depurazione, la Società che ha in gestione il servizio idrico integrato sul territorio dei comuni bergamaschi sta pensando alla prossima grande sfida: la patrimonializzazione delle reti.
«Dalla prima bollettazione di quest’anno – spiega il presidente di Uniacque Paolo Franco – chi ha il diritto di essere rimborsato (in relazione alle due fasi temporali: 2003 – 2007 e 2007 – 2015) troverà nelle bollette la quota spettante. Ci tengo molto a questa cosa, in quanto questa volontà nasce proprio dall’attuale Governance della Società, che già nel primo Cda ha deciso di restituire queste quote in virtù ovviamente di quella che è stata una sentenza che doveva essere già attuata dal 2009. È inoltre significativo che la nostra Società, partecipata da tutti i comuni bergamaschi, va a rifondere una quota a ogni cittadino anche in relazione a periodi temporali in cui la Società non era stata costituita.  Per quanto concerne gli anni 2003 – 2007 i cittadini pagavano la quota alle amministrazioni comunali che, anche per via della situazione economica, non sono riuscite a completare le opere necessarie alla depurazione. In realtà, in un territorio come quello della valle di Scalve, andiamo a restituire a tutti i cittadini i rimborsi sul canone di depurazione e in più realizziamo un impianto di depurazione con un investimento da 7 milioni di euro, operazione che nemmeno con le economie messe da parte dai tempi dell’Antica Repubblica della Valle di Scalve in loco sarebbe stato possibile realizzare».
Uniacque ha chiuso il 2015 con 20 milioni di euro in opere sul territorio e con 36 milioni di euro restituiti ai comuni per le quote di mutui versate. «Ora la sfida sarà patrimonializzare – continua Paolo Franco – perché pur pagando le rate ai comuni relative alle opere del circolo idrico integrato la Società non è proprietaria della rete. La patrimonializzazione valorizzerà sicuramente il lavoro di tutta la Società nell’erogazione di un servizio fondamentale, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. E non deve essere un’attività scontata, nonostante abbiamo la fortuna di avere ottime fonti, c’è il costante lavoro dei laboratori per la verifica della potabilizzazione».

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