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Prendersi cura del cuore, i consigli del primario agli studenti

Maurizio Tespili è uno che di cuore se ne intende. Primario di cardiologia all’Ospedale «Bolognini» di Seriate, nel 2014 ha guidato l’équipe che per la prima volta in Italia ha eseguito un intervento con la tecnica del «paracadute». All’Istituto superiore «Valle Seriana» di Gazzaniga ha incontrato i ragazzi di quarta e quinta per parlare di corretti stili di vita e alimentazione sana. Perché se oggi la tecnologia permette interventi una volta nemmeno immaginabili, la prevenzione resta l’arma più efficace contro le malattie cardiovascolari, che continuano ad essere la prima causa di mortalità al mondo.

«Già iniziative come questa danno luogo alla prevenzione – spiega il medico a margine dell’incontro –: si parte dalle scuole per arrivare all’età adulta. Parlare di prevenzione a 60 anni è difficile, molto più facile a 18». Tra i fattori di rischio, il dottor Tespili ha insistito molto sul fumo, «modificabile e quindi che si può evitare». Purtroppo, però, ci sono anche fattori che non si possono modificare: «Se uno ha il papà malato di cuore non può farci niente, deve lavorare molto per evitare di andare incontro al problema. Altri fattori di rischio sono il colesterolo alto, la pressione alta e l’obesità. Su questi si può intervenire: al giorno d’oggi ci sono cure, un’educazione di tipo alimentare e di tipo fisico. Muoversi, ridurre il peso fanno parte di queste misure che sembrano banali, ma estremamente importanti».

Un'altra immagine del dottor Tespili
Un’altra immagine del dottor Tespili

Ai ragazzi del «Valle Seriana» Tespili ha parlato anche di alcune delle tecniche innovative che permettono di intervenire sul cuore e salvare la vita a una persona. «La tecnologia è straordinariamente avanzata. Quello che un tempo era inimmaginabile oggi si può fare. Abbiamo tecniche sulle coronarie, sulla aritmia, i nuovi pacemaker. Purtroppo quando li dobbiamo usare vuol dire che la prevenzione è fallita, non è però un fallimento riuscire a usarle e far star bene le persone».

E sono davvero tanti gli interventi eseguiti ogni anno perché il cuore di migliaia di persone possa continuare a battere. «Nel 2015 al “Bolognini” siamo arrivati a più di mille, calcolando le coronarie, le valvole, i pacemaker, la dilatazione delle carotidi, la dilatazione delle arterie femorali. Ho un’equipe di 18 medici, estremamente formati. Tre di loro provengono da esperienze estere e sono ragazzi molto motivati. Il personale infermieristico è attento e preparato, con grande rispetto del paziente».

Certo, tutti sarebbero pronti anche a lavorare meno qualora ci fosse più attenzione agli stili di vita. Parlare ai ragazzi è quindi fondamentale: «L’occasione di oggi è importantissima – sottolinea il dirigente scolastico del «Valle Seriana» Alessio Masserini –: il dottor Tespili ci ha fatto un grosso regalo. Secondo me, iniziative come queste vanno estese: ospitare persone che operano nel settore significa avere testimonianze da un osservatorio privilegiato».

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