Home Notizie «L’ospedale di Piario indispensabile per la Val Seriana»

«L’ospedale di Piario indispensabile per la Val Seriana»

Da sinistra Guido Giudici, Francesco Locati, Mara Azzi e Pietro Visini

«Non siamo qui per parlare di Valium», ha messo subito in chiaro il padrone di casa, il sindaco di Piario Pietro Visini. E in effetti di Valium, ovvero dell’inchiesta sulle morti sospette nel reparto di Medicina, non si è proprio parlato. L’incontro tra sindaci e vertici della sanità territoriale, nella sala consiliare del municipio, è stato interamente dedicato al futuro dell’ospedale «Locatelli».

Gli amministratori della Valle Seriana e Val di Scalve, ha chiarito Visini, hanno raccolto le preoccupazioni della gente e chiesto un confronto, «perché questo ospedale per noi è fondamentale». Dalle parole della direttrice dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) provinciale Mara Azzi e del direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) «Bergamo Est» Francesco Locati è emerso subito un dato di fatto: il «Locatelli» non rischia la chiusura.

«L’82% dei cittadini della Val Seriana si rivolge a questo ospedale perché si fida. Si va altrove solo per interventi di elevata complessità. Già questi dati giustificano la presenza dell’ospedale in questo territorio», ha detto Mara Azzi. I numeri, ha aggiunto la direttrice dell’Ats bergamasca, «dicono che l’ospedale è indispensabile e che potrebbe lavorare di più: ci sono tutte le condizioni per incrementare l’attività».

L’Asst, ha spiegato il direttore generale, ha già pensato ad alcune azioni da mettere in campo. La prima è il rafforzamento del punto nascita, per cui verrà chiesta una deroga. Se si è sotto i 500 parti all’anno (e Piario ha chiuso il 2015 a quota 440) è infatti prevista la chiusura, perché il Ministero della Salute ritiene che se non si raggiunge quella soglia manchino le condizioni minime di sicurezza. Regione Lombardia ha però stabilito che trattandosi di un ospedale di montagna (con i disagi connessi, soprattutto a livello di viabilità), e fermo restando la presenza di ginecologo e anestesista 24 ore su 24, si può chiedere una deroga.

Quindi, oltre alla richiesta di mantenere il punto nascita, l’Asst ha aperto bandi pubblici per assumere due pediatri, ha promosso incontri con ginecologi e ostetriche dei consultori familiari e dal 25 aprile potenzierà l’attività dei ginecologi nei consultori di Lovere, Gazzaniga, Clusone e Vilminore di Scalve. «Il punto nascita di Piario per noi è importante e riveste una funzione strategica», ha detto Francesco Locati.

Ma l’azienda si sta muovendo anche su altri fronti. C’è anzitutto l’intenzione di sviluppare tecniche di telemedicina per i malati cronici con problemi complessi e lavorare a una migliore integrazione tra ospedale e territorio, ad esempio con l’assistenza a domicilio per le donne che hanno appena partorito e nella fase successiva all’operazione per i pazienti stomizzati. Si sta anche pensando alla cartella clinica informatizzata, già sperimentata all’ospedale di Seriate.

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