Occhi lucidi, emozioni forti. Quello che per qualcuno è un semplice cippo, rappresenta per altri qualcosa di importante: un ricordo di chi non c’è più e ha dato la vita nel tentativo di migliorarla con onestà e impegno.
Un abbandono al dovere quotidiano: al lavoro, un valore riconosciuto anche dalla nostra Costituzione che lo affianca nel primo articolo a un altro temine chiave per tutti noi, Repubblica democratica. Un bene che per un bergamasco doc è qualcosa di simile all’aria che si respira ogni giorno, ma che comporta rischi, anche se inaccettabili. Per questo non va abbassata la guardia e ben vengano quindi mattinate come quella di oggi a Parre.
Delegazioni dell’Anmil da tutta la Bergamasca hanno raggiunto il paese dell’alta valle Seriana. Il parroco don Armando Carminati durante la Santa Messa ha benedetto la bandiera del nuovo gruppo locale e al termine della celebrazione, in corteo scortati dalla banda, la benedizione del monumento all’ingresso dell’oratorio.

«Questo – ha detto il presidente provinciale dell’Anmil Luigi Feliciani – è un modo per ricordare le vittime del lavoro nonostante la cultura alla sicurezza stia aumentando. Giornate come questa, con la benedizione del monumento e del cippo, servono per ricordare i troppi lavoratori del Comune di Parre che ci hanno lasciato. Questo è un momento significativo non solo per Parre ma per tutta la valle Seriana».

E i dati purtroppo, dopo cinque anni, sono tornati a crescere. «Quest’anno – continua Feliciani – dopo il calo di infortuni e vittime del lavoro, i numeri sono tornati ad aumentare. La crisi spinge probabilmente le persone ad accettare rischi. Le vittime sul lavoro sono 634, 1024 se si contano anche le morti dovute a malattie professionali, 637.000 infortuni invalidanti: numeri da guerra che una nazione civile come la nostra non può accettare». Qui sotto una galleria fotografica con le immagini del monumento e alcuni momenti della mattinata.






























