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Referendum costituzionale, le ragioni del sì e del no a Decoder

Il 4 dicembre i cittadini dovranno prendere una decisione molto importante, dire sì o no al referendum costituzionale legato alla riforma proposta dal Governo Renzi.

Mercoledì 12 ottobre a Decoder (Antenna2, canale 88, ore 20.30) proporremo una puntata con quattro consigliere regionali: Jacopo Scandella del Pd, Roberto Bruni di Patto Civico, Roberto Anelli della Lega Nord e Dario Violi del Movimento Cinque Stelle.

In anteprima ecco due posizioni: quelle di Roberto Bruni e Roberto Anelli. «Questa è un’occasione per cambiare il Paese – afferma il consigliere regionale di Patto Civico Roberto Bruni -. Il cittadino si deve chiedere se questa riforma fa fare un passo avanti al Paese rispetto all’attuale assetto istituzionale. A mio avviso la risposta è affermativa, in quanto rende più celere la formazione delle leggi, elimina una confusione nei rapporti tra Stato e regioni eliminando la sovrapposizione di competenze, rafforza la democrazia diretta potenziando il sistema dei referendum con l’introduzione del referendum propositivo e il rafforzamento di quello abrogativo, non è vero inoltre che vi sia un rischio di deriva autoritaria in quanto la nostra resta una democrazia parlamentare e i poteri del Governo non vengono toccati, una democrazia più forte e adatta ai tempi, è quindi un ritocco consistente della carta in modo tale da renderla più adeguata ai tempi, se diciamo no ci teniamo il Paese così com’è ancora per lungo tempo e questo sarebbe un male per il Paese».

«Noi riteniamo – afferma il consigliere Roberto Anelli – che con questa riforma costituzionale si porti indietro l’autonomia locale di trent’anni. Questa riforma, anche se viene presentata come un’occasione con la quale tagliare i costi della politica, in realtà i tagli ci saranno alle regioni, a cui verranno tolte moltissime prerogative regionali, anche  se ovviamente poi la gestione di questi aspetti saranno ancora demandati alla regione, ma secondo il nostro forte dubbio saranno tagliate le risorse alle regioni e questo non va bene in quanto i comuni oggi sopravvivono grazie ai contributi che arrivano dalle regioni. Probabilmente per altre regioni, quelle sprecone non è così, ma in Lombardia, regione ai vertici per il risparmio, non possiamo permetterci di perdere altre risorse e mansioni e per questo il 4 dicembre vi invitiamo a votare no».

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