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Star meglio con l’Alzheimer Café

Davanti a una tazza di caffè, seduti attorno a un tavolo, si parla, s’intrecciano legami, nascono amicizie, si danno e accolgono consigli. I propri problemi possono sembrare più sostenibili, se condivisi con gli altri, in un’atmosfera accogliente. L’idea dell’Alzheimer Café si basa su questi pochi semplici concetti.

Nata da un’intuizione del medico olandese Bère Miesen, questa iniziativa si è presto diffusa in altre città europee, fino ad arrivare nel nostro Paese. In provincia di Bergamo e Brescia, ormai diverse strutture hanno dedicato uno spazio all’Alzheimer Café. Alla Fondazione «Cardinal Gusmini» di Vertova, venerdì 7 ottobre, si farà il punto su queste esperienze attraverso un momento di confronto.

«Ci troviamo dalle 17 alle 19 – spiega Melania Cappuccio, direttore sanitario della Fondazione – . È un incontro aperto a tutta la popolazione e anche a sindaci, assessori, assistenti sociali. Quindi, a tutti coloro che possono gravitare intorno a persone malate di Alzheimer».

L'Alzheimer Café della Fondazione «Cardinal Gusmini»
L’Alzheimer Café della Fondazione «Cardinal Gusmini»

«L’Alzheimer Café – prosegue la dottoressa – è una struttura innovativa che nasce in Olanda, uno dei paesi più  all’avanguardia per l’assistenza e la cura delle demenze, per venire incontro non solo ai bisogni del malato, ma anche della famiglia. Si tratta di un incontro formale, dove la famiglia viene accolta. Si creano gruppi di auto-mutuo-aiuto e, nel caso dei malati, viene fatta una valutazione e poi si dedicano anche terapie non farmacologiche. È il primo punto della rete in cui la famiglia può essere alleggerita del proprio carico».

L’incontro di venerdì è dedicato in particolare ai risultati e progetti degli Alzheimer Café della Lombardia Orientale. «Vogliamo dare alla popolazione della valle un segno significativo di quanto è stato fatto finora e soprattutto dei servizi che possono essere forniti alle famiglie in questo momento – prosegue Melania Cappuccio -. Ci sarà il professor Trabucchi, presidente della Società italiana di psicogeriatria, che più di altri ha a cuore questo servizio e lo vuole divulgare in Italia».

Alla Fondazione «Cardinal Gusmini» l’Alzheimer Café apre il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17. «Se la la popolazione si dimostra particolarmente attenta o bisognosa potremmo aprirlo anche in altri giorni – sottolinea la dottoressa Cappuccio -. Come tutti i servizi nuovi o poco conosciuti, forse potrebbe sembrare non particolarmente utile. Però bisogna toccare con mano. L’Olanda ci ha dato una significativa esperienza che il malato può rallentare molto il suo decorso semplicemente se lo si prende in tempo e se per lui si fa qualcosa di significativo e opportuno in quel momento e in quella fase della malattia».  

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