Per intervenire si aspetta solo che il Ministero dell’Ambiente metta a disposizione i 130 mila euro a fondo perduto già stanziati. Ma, finché i soldi non saranno sul conto corrente del Comune, il masso di circa 500 metri cubi che minaccia di staccarsi sopra Novazza di Valgoglio va tenuto sotto controllo. Presto sulla roccia saranno collocati dei sensori speciali.
«Il masso ha mostrato segni di cedimento – spiega il sindaco di Valgoglio, Eli Pedretti -. Negli ultimi anni le due rocce parallele si sono allontanate di oltre un metro e questo fa temere che ci possano essere distacchi più importanti. Da lì è partita la necessità di verificare esattamente come stavano le cose. Certificata la gravità della situazione, abbiamo inoltrato alla Regione e quindi al Ministero tutta la documentazione per poter avere i finanziamenti che ci consentiranno la messa in sicurezza».
Al Comune è stato anche consigliato un costante monitoraggio della zona. «Stiamo affidando allo studio Gea un progetto per tenere sotto controllo costantemente il movimento di questi due blocchi – prosegue Pedretti -. Verranno collocati degli estensimetri collegati via radio con una postazione in Comune. Nel momento in cui ci fossero dei movimenti sarà possibile intervenire con urgenza».
C’è il pericolo che il masso possa piombare sulla strada che porta alla miniera di uranio e alla contrada Bani di Ardesio. Dovrà essere demolito con delle microcariche.
















