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Bankitalia promuove la Bcc Bergamo e Valli

La sede di Pradalunga

Un 2016 positivo per la Banca di credito cooperativo Bergamo e Valli. La banca ha chiuso l’esercizio conseguendo risultati di rilievo nella crescita commerciale su tutti i comparti famiglie-imprese con gli indicatori sia patrimoniali che economici diffusamente contraddistinti dal segno più (Margine da Clientela +1,61%, Commissioni Nette +7,02% e record dei c/c netti arrivati nell’anno a + 900). Il tutto a fronte di una riduzione del 2,35% dei costi operativi.

La raccolta totale oltrepassa i 733 milioni (+ 4,33% sul 2015) con il risparmio gestito in crescita del 30%. Per il quarto anno consecutivo crescono inoltre gli impieghi alla clientela pari a 519 milioni (+ 4,30%). La banca esprime così la volontà di sostenere imprese e famiglie del proprio territorio (nel 2016 le stipule dei mutui fondiari sono cresciute di ben il 47%).

«L’incremento dei prestiti – precisa la Bcc Bergamo e Valli – è stato accompagnato da un continuo miglioramento della qualità del credito anche grazie al “Servizio consulenza Pmi” a favore della clientela imprese, da cui vedasi il contenimento delle sofferenze nette attestatesi al 5,30%, e delle partite anomale nel loro complesso contenute al 19% (oltre 5 punti in meno delle BCC della provincia al 24,14%)».

Il tasso di copertura delle sofferenze è il 50,56%, ma diventa il 97% al netto delle ampie decurtazioni di valore prudenzialmente applicate agli immobili in garanzia.

Da segnalare, che nel 2016 la Bcc Bergamo e Valli è stata sottoposta, dopo sei anni, all’ispezione ordinaria di Banca d’Italia. Ieri la Vigilanza ha consegnato il rapporto ispettivo il cui esito è stato positivo, oltre al riconoscimento agli organi aziendali di perseguire indirizzi di crescita prudente e di essere attenti a preservare la qualità del portafoglio clienti.

«La quota di crediti classificati a maggior rischio è risultata assolutamente minimale (0,16% degli impieghi vivi) – fa sapere la Bcc -. Favorevole anche la valutazione delle garanzie dei crediti deteriorati i cui condivisi adeguamenti hanno determinato un risultato d’esercizio ante imposte negativo di soli 278 mila euro, nonostante un mercato a tassi negativi e un risultato della gestione finanza sui titoli di proprietà inferiore di circa euro tre milioni rispetto al 2015».

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