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Lovere, studenti al lavoro sugli anni di piombo

Aperta questa mattina a Lovere la due giorni della Consulta provinciale studentesca dedicata agli anni di piombo.

Nella sala degli Affreschi dell’Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere gli studenti della consulta provinciale hanno seguito un convegno dal titolo “Gli anni del terrorismo in Italia”.

Ai lavori sono intervenuti Delia Campanelli, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia; Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale dell’ambito territoriale di Bergamo; il presidente del Copasir Giacomo Stucchi e i professori Gioacchino Lanotte e Marco Clementi.

Delia Campanelli Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale

«Sono temi molto delicati – ha detto Delia Campanelli -, ma ricordare anni bui della nostra storia è importante per i nostri ragazzi. Ricordare questo aiuta i ragazzi ad acquisire consapevolezza e capacità critica affinché tali episodi non si ripetano e affinché con l’istruzione gli studenti crescano con coscienze e con menti libere e responsabili. È un nostro compito accompagnare con la formazione gli studenti in una sana crescita che tenga conto di tutti i valori che la nostra scuola italiana rispetta al meglio: tolleranza, condivisione, cooperazione, inclusione e il rispetto. Soltanto praticando questi valori potremo avere una società che non compia nuovamente atti così violenti nei confronti dei propri simili».

Patrizia Graziani dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ambito territoriale di Bergamo

«Cerchiamo davvero di mandare messaggi nell’ottica del mantenimento della memoria – afferma Patrizia Graziani -, in quanto dalla storia s’impara a governare il presente e ci aiuta a prevenire il futuro, che speriamo non sia devastante come quello dell’argomento che viene affrontato oggi. Un argomento tra l’altro scelto dagli studenti, cosa che denota la loro grande maturità. Parliamo di un periodo storico oggi veramente dimenticato, in quanto siamo stati catapultati in altri anni di terrorismo ulteriormente devastanti. Credo sia stata una scelta di grande valore culturale quella di occuparsi di queste tematiche che consentono ai ragazzi di capire la democrazia e come la cultura e gli approfondimenti possano permettere di prevenire quelle che sono state piaghe della nostra storia».

Sen. Giacomo Stucchi, presidente del Copasir

Gli studenti hanno avuto anche l’occasione di ascoltare la relazione del presidente del Copasir Giacomo Stucchi. «È molto importante – ha detto Stucchi – il dialogo diretto con i giovani, perché consente di fare capire che su determinate tematiche anche il loro ruolo può essere determinante. Possono infatti analizzare e individuare i problemi che hanno di fronte e segnalare quello che stanno vivendo o hanno vissuto. Il tutto può permettere di prevedere il reale pericolo che si sta vivendo, ben sapendo che non bisogna fare scattare fobie all’interno dei giovani, ma che bisogna essere realisti e dire che il livello di allerta è elevato e ci sono problematicità che non vanno sottovalutate».

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