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Un piano contro i danni della terza industria italiana

Un momento del convegno a Bergamo

Nella sola città di Bergamo si spendono 204 milioni di euro, con un esborso pro-capite, minori compresi, di 1.700 euro l’anno. Stiamo parlando di gioco d’azzardo, diventato ormai la terza industria italiana. Un fenomeno che spesso si trasforma in patologia con gravissime ricadute sociali.

L’Agenzia per la tutela della salute (Ats, l’ex Asl) della provincia di Bergamo ha messo a punto piano d’azione, grazie al lavoro del Tavolo provinciale per la prevenzione del Gioco d’azzardo patologico (Gap). L’iniziativa è stata presentata oggi nel corso di un convengo all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

Le attività programmate per l’anno 2017 prevedono, in particolare, il proseguimento dello studio del fenomeno, grazie alla collaborazione dell’Osservatorio Dipendenze dell’Ats, in modo da poterne definire le dimensioni e da poterne monitorare la diffusione. A tal fine, saranno intensificate le collaborazioni per la formazione dei soggetti moltiplicatori, specie per volontari e associazioni, e proseguirà l’impegno per promuovere il Codice Etico Gap.

«Il Codice è uno strumento di autoregolamentazione redatto con l’obiettivo di responsabilizzare gli esercenti dei locali – ha spiegato Mara Azzi, direttore generale dell’Ats di Bergamo -. Grazie alla collaborazione di Ascom e Confesercenti, abbiamo visto l’adesione di 248 locali, con punte dell’80% nell’Alto Sebino e del 50% nel territorio di Seriate. Percentuali che quest’anno intendiamo migliorare ulteriormente, coinvolgendo tabaccai e distributori di gratta e vinci, mettendo a punto un codice etico più specifico per le sale slot e valutando la possibilità di ragionare sugli sportelli bancomat collocati all’interno o negli spazi immediatamente antistanti alle sale e ai locali slot».

C’è anche la volontà di studiare l’impatto del codice e il suo effettivo utilizzo da parte dei locali aderenti. Inoltre, saranno promosse specifiche azioni sui temi dell’indebitamento e dell’usura con il coinvolgimento delle associazioni antiusura e delle banche. Si valuterà, infatti, la possibilità di attivare rapporti di collaborazione con gli istituti di credito per sensibilizzare gli operatori sul loro possibile ruolo nell’intercettare precocemente le situazioni di gioco d’azzardo problematico tra i clienti, intervenendo con specifiche azioni.

«È nostra intenzione fare tutto il possibile per aumentare la sensibilità del territorio rispetto a un problema che può essere affrontato solo con un impegno trasversale – ha sottolineato Mara Azzi -. Purtroppo, il gioco d’azzardo patologico colpisce tutti: non esistono limiti di età per chi gioca, né differenze di estrazione sociale e culturale. Emerge chiaramente dagli studi fatti fino ad ora che sono numerosi i problemi connessi a questa patologia. Per questo dobbiamo smettere di chiamarlo “gioco” e intervenire concretamente per mettere all’angolo le tentazioni del gioco d’azzardo. Abbiamo già fatto molto, ma possiamo fare di più se lavoriamo insieme».

Tutti i Comuni che adotteranno regolamenti specifici sul gioco d’azzardo, infine, saranno supportati dall’Ats con una consulenza tecnica sulle buone prassi da attuare, con la possibilità di allargare i regolamenti all’Ambito territoriale.

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