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Consumo di suolo, più potere ai Comuni

La Commissione Territorio del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza un progetto di legge che dà ai Comuni la possibilità di ridurre le previsioni urbanistiche. Questo nell’imminenza dell’approvazione del Piano Territoriale Regionale, che prevede una riduzione del 25% del consumo di suolo in Lombardia entro il 2020 sulla base di criteri relativi alla qualità ambientale, paesaggistica e agricola.

«Il progetto di legge – ha detto il relatore Mauro Piazza (Lombardia Popolare) – crea contemporaneamente anche le condizioni per ampliamenti e nuovi insediamenti industriali tesi a creare effettive occasioni di occupazione e di sviluppo economico: in questi casi specifici, il potenziale ed eventuale nuovo consumo di suolo non sarà più conteggiato nel rispetto del limite massimo della soglia comunale, ma dovrà in ogni caso rientrare entro i limiti previsti dalla soglia complessiva regionale».

La legge 31 approvata il 19 novembre 2014 prevedeva uno stop graduale al consumo di suolo per non rimettere in discussione i Piani di governo del territorio (Pgt) dei Comuni. Dall’approvazione della legge non è stato più possibile autorizzare nuove varianti su terreni agricoli, anche se nel frattempo per i 30 mesi successivi sono stati salvaguardati “i progetti in essere”, destinati poi a decadere qualora non attivati entro tale termine. Due sole le deroghe ammesse: quella per l’ampliamento delle attività economiche esistenti e quella per le opere previste nell’ambito di accordi di programma di valenza regionale.

Carlo Malvezzi (Forza Italia) ha evidenziato come «questo progetto di legge costituisce un ulteriore passo avanti significativo, dopo che già dal 2014 Regione Lombardia aveva introdotto regole che impedivano la trasformazione delle aree agricole in edificabili. Ora per i Comuni sarà possibile programmare e introdurre misure non solo per impedire il consumo di nuovo suolo, ma addirittura per ridurlo».

Per Roberto Anelli (Lega Nord) «questo provvedimento completa in modo ottimale il lavoro svolto in questi ultimi anni da Regione Lombardia in tema di consumo di suolo, perfezionando e migliorando alcuni aspetti normativi così da consentire il raggiungimento degli obiettivi prefissati senza comunque penalizzare situazioni come quelle di aziende che intendono ampliare la propria attività o realizzare interventi in grado di produrre nuova occupazione. Regione Lombardia si muove con atti concreti – ha concluso Anelli – mentre il Governo nazionale sul tema del consumo di suolo è ancora oggi in grave ritardo».

Voto di astensione è stata annunciato da Silvia Fossati (Patto Civico) e Jacopo Scandella (PD), che ha evidenziato come questo provvedimento «giunge in grave ritardo e solo dopo le sollecitazioni sempre maggiori dell’Anci e dei Comuni, che sono state finalmente recepite. È un progetto di legge – ha aggiunto Scandella – frutto e conseguenza degli errori del passato e che cerca tardivamente di porre qualche pezza».

Voto contrario di Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà, che hanno sottolineato negli interventi di Silvana Carcano e Chiara Cremonesi come con questo progetto di legge venga a loro parere ulteriormente indebolita una già insoddisfacente legge 31 sul consumo di suolo, «un bene primario non sufficientemente tutelato e che merita sicuramente molta più attenzione e maggiore rigore normativo».

L’approvazione definitiva in aula è prevista per la seduta del 16 maggio. Su questo provvedimento, che raccoglie e fa proprie anche le sollecitazioni dell’Anci, la Giunta regionale aveva chiesto la procedura d’urgenza approvata a maggioranza dal Consiglio regionale lo scorso 11 aprile con voto segreto: 41 i voti a favore, 18 i contrari e 1 astenuto. Secondo quanto previsto dall’articolo 82 del Regolamento generale del Consiglio, la procedura d’urgenza può essere richiesta nell’arco temporale di un anno solare solo per un massimo di due progetti di legge, che sono esaminati dalle Commissioni consiliari competenti con precedenza su ogni altro argomento.

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