La Comunità montana della Valle Seriana ha commissionato all’Università di Bergamo uno studio sul sistema scolastico del proprio territorio. Alcuni risultati della ricerca sono stati anticipati dal rettore Remo Morzenti Pellegrini durante un incontro all’Istituto “Fantoni” di Clusone.
«L’obiettivo era individuare le criticità del sistema e fornire gli strumenti per una futura programmazione – ha spiegato il rettore -. La metodologia utilizzata è stata quella dell’analisi dei dati, a cui ha fatto seguito una seconda fase d’indagine più partecipativa con gli studenti e gli enti locali, infine una sorta di valutazione programmatica su quelle che sono le tendenze future».
Lo studio fotografa un territorio sostanzialmente diviso in due: l’alta valle e la bassa valle. Il 72% della popolazione è concentrato nella seconda. L’andamento demografico tra 2001 e 2011 ha visto una sorta di esodo da nord a sud, che ha portato ad un aumento di 7460 abitanti. Nei cinque anni tra 2011 e 2016 questo esodo interno si è fermato, con un corrispondente calo di 706 abitanti. Si registra inoltre un invecchiamento progressivo, soprattutto in bassa valle. Lo studio evidenzia anche una presenza di immigrati tutto sommato limitata, con un saldo migratorio negativo.
«Tutto questo ha evidentemente riflessi sulla popolazione in età scolastica – ha commentato Morzenti Pellegrini -. Abbiamo una stasi in tutti i comuni, con alcuni casi di decrescita. Questa situazione avrà ripercussioni sull’intero sistema scolastico.
È indispensabile una “chiamata alle armi”: dobbiamo ragionare sulla programmazione che come comunità allargata intendiamo condividere per il futuro».
Anche la distribuzione delle scuole risponde alla presenza dei due ambiti dell’alta e bassa valle. Entrambi hanno un’offerta formativa come fossero autonomi. Gli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado sono aumentati negli ultimi 10 anni: nell’anno scolastico 2006/207 erano 4495, ora sono 5928. Circa 1500 iscritti in più. «La diversificazione alternativa tra bassa e alta Valle ha determinato una mobilità degli studenti – ha spiegato il rettore -. Si verifica un fenomeno di pendolarismo scolastico e quindi del mondo del lavoro. C’è una grande mobilità degli studenti con picchi fra alcune scuole. Ci ha fatto riflettere anche il pendolarismo esterno alla valle. Su Bergamo si muovono 292 studenti, di cui 136 vanno in scuole con indirizzi presenti anche in Val Seriana».
«Bisogna, a nostro avviso, tornare a fare uno sforzo di programmazione a livello di ambito per andare a incidere su pendolarismo esterno e anche interno», ha commentato Morzenti Pellegrini. Tocca quindi alla politica, Provincia di Bergamo in primis. «Penso che questo sia uno strumento da affidare soprattutto agli enti locali che hanno una responsabilità territoriale di indirizzo e strategia, da condividere con le scuole. Possiamo ancora intervenire con una riqualificazione dell’offerta formativa degli istituti», ha concluso il rettore.
Il servizio di Antenna2 con l’intervista a Remo Morzenti Pellegrini:

















