Le proteste, gli appelli, persino le parole del Papa non sembrano aver inciso più di tanto. Oggi Oriocenter è regolarmente aperto e, a quanto pare, c’è chi ha scelto di raggiungere il centro commerciale anche a Santo Stefano.
I sindacati non l’hanno presa bene. «Dispiace constatare che (come preventivato) nella cattolica Bergamo si seguano più agevolmente i richiami del consumismo a ogni costo, piuttosto che gli inviti di Papa e Vescovo al rispetto dei tempi del lavoro e del riposo. A Oriocenter non sono certo mancati i clienti nel giorno di Santo Stefano», commenta amareggiato Alberto Citerio, segretario provinciale della Fisascat Cisl.
Per la giornata di oggi, lo ricordiamo, era stato proclamato lo sciopero provinciale della grande distribuzione. Una scelta per protestare contro la decisione della direzione di Oriocenter di aprire durante le festività natalizie. I sindacati si aspettavano anche un aiuto da parte dei clienti. «Un flop di accessi e di incassi nei giorni di festa aiuterebbe le rivendicazioni dei lavoratori», avevano detto. Ma evidentemente non è andata proprio così.
«Ci piace sottolineare che dove possibile, i lavoratori hanno optato per le feste e in misura considerevole anche per lo sciopero – prosegue Citerio -: ci sono catene, all’interno di Oriocenter che registrano punte fino al 100% di adesione, e negozi che hanno dovuto far ricorso a direttori anche di filiali esterne al centro per poter garantire l’apertura. Ci risulta anche che qualcuno abbia fatto ricorso a interinali, cosa proibita dalla legge per il diritto allo sciopero, e su questo valuteremo eventuali azioni di tutela. Ci dispiace infine, lo abbiamo ripetuto più volte, per i molti lavoratori con contratto a scadenza che hanno subito il ricatto del lavoro in questi giorni».
La protesta sembra destinata a continuare: «Valuteremo nei prossimi giorni, insieme a Filcams Cgil e Uiltuc Uil , quali iniziative adottare per continuare a appoggiare la protesta dei lavoratori», conclude il segretario della Fisascat Cisl.

















