Sono rientrati da una decina di giorni i volontari del Gruppo Africa della Valle di Scalve che per circa un mese hanno lavorato in Papua Nuova Guinea a un progetto volto alla realizzazione di casette per persone povere ad Alotau.
Il viaggio dei volontari è stato anticipato dall’arrivo di un paio di container carichi di tutto l’occorrente. Le prime quattro casette realizzate fanno parte di un progetto voluto dall’arcivescovo scalvino monsignor Francesco Panfilo. I volontari (non solo scalvini) sono riusciti anche a insegnare ai locali quanto serve per continuare l’opera. Le casette costruite (in muratura con la copertura in lamiera) sono dotate di un pannello fotovoltaico sul tetto capace di fornire energia per l’illuminazione e per alimentare una pompa per il sistema idrico. Tutto il materiale è arrivato dall’Italia, eccetto il cemento, ed è frutto anche di donazioni di imprese del settore.
Lo scorso anno i volontari hanno lavorato a un progetto legato alla realizzazione di acquedotti sempre in Papua Nuova Guinea. Per raccogliere fondi per i progetti sostenuti dal gruppo di volontari proprio in questi giorni sono in distribuzione i biglietti della sottoscrizione a premi. Al momento, oltre alla Papua Nuova Guinea, sono in corso iniziative anche in Honduras, Kenya ed Eritrea. Il Gruppo Africa della Valle di Scalve è attivo dal 1988, quando mosse i primi passi nel continente nero nell’ex Zaire. Da allora i volontari si sono dedicati a progetti in Honduras, Filippine, Messico, Ciad, Brasile, Perù, Uganda, Etiopia e Tanzania (visita il sito del Gruppo Africa della Valle di Scalve).
A Decoder mercoledì sera interverranno tre volontari del Gruppo Africa della Valle di Scalve. La trasmissione andrà in onda alle ore 20.30, le repliche giovedì alle 14 e venerdì alle 23.30.






















