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Il coccodrillo ha lasciato Ponte Nossa

Il famoso coccodrillo ha lasciato Ponte Nossa. Sul fondo del Santuario della Madonna delle Lacrime il rettile non c’è più, è stato rimosso ieri dai supporti con cui per anni ha troneggiato sopra le teste dei fedeli. L’animale imbalsamato, vecchio di parecchi secoli, è stato delicatamente caricato su di un furgone diretto a Bergamo, al Museo Diocesano.

«Prima di essere esposto il prossimo mese – spiega il parroco don Alessandro Angioletti – il coccodrillo ha fatto tappa presso la clinica San Francesco di Bergamo per una radiografia con cui approfondire lo studio. In seguito verrà sottoposto anche a un intervento di pulizia e restauro al Museo di Scienze Naturali. Il Museo Diocesano lo esporrà dal 9 febbraio con la mostra dedicata ai miracoli e al pittore Cavagna. Il coccodrillo farà ritorno nella nostra chiesa a maggio».

L’affresco che nel Santuario della Madonna delle Lacrime ritrae l’uccisione del coccodrillo

Perché il coccodrillo si trova nel santuario di Ponte Nossa? Il mistero non è mai stato svelato con certezza. «Il coccodrillo ha sempre destato molto interesse – spiega Paola Martinelli, guida volontaria che accompagna i pellegrini nella chiesa insieme a un gruppo che si è costituito nel 2011, in occasione del 500esimo dell’Apparizione -. Forse è arrivato qui come un ex voto o come un oggetto di valore donato al santuario. In passato era appoggiato ai piedi della statua della Madonna e probabilmente in quella posizione simboleggiava, come accade con il serpente, il male. Secondo la tradizione sembra sia stato portato da un parente della ragazza coinvolta nell’Apparizione. La sua uccisione è raffigurata anche negli affreschi».   

«L’animale imbalsamato – continua – ha già lasciato in passato Ponte Nossa: è stato trasportato all’Istituto Botta di Milano, dove nei primi del ‘900 è stato studiato e restaurato. L’esame ha portato a risultati incerti, si sperava che all’interno vi fosse una pergamena. Sono riusciti tuttavia a identificare molte caratteristiche dell’animale. Si tratta di un coccodrillo del Nilo. I documenti storici sulla sua esistenza risalgono alla fine del ‘500. Una visita pastorale aveva obbligato a spostarlo dalla chiesa in quanto veniva ritenuto un oggetto non sacro. Venne ritrovato nel ‘700 nei solai della chiesa e riportato all’interno. La tradizione è documentata da diverse pubblicazioni del ‘700 e ‘800. Ma i documenti non sono molti».

2 COMMENTI

  1. Effettivamente non é proprio un oggetto sacro,ma visto che nelle chiese Italiane c’è stato e c’è di tutto(componenti della banda della Magliana,mafiosi,piccoli ex re e regine seppelliti etc etc)un grosso lucertolone può sempre diventare un reliquia volendo,e poi un buon gadget attira curiosi.
    Le vie del signore sono infinite…

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