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Gromo, una Penna d’oro col sorriso

Primo da destra il vincitore Mario Rota

Sabato a Gromo è stata consegnata la “Penna d’oro”. In Sala Filisetti, si sono svolte le premiazioni dello storico concorso di poesia in lingua lombarda ideato nel 1958 dal poeta Giacinto Gambirasio su richiesta della Pro loco.

Dal 2007 la regia dell’evento è stata affidata alla biblioteca comunale, che ha introdotto alcuni cambiamenti. Quest’anno è stato indetto un «concorso di poesie dialettali, filastrocche e racconti brevi nei dialetti lombardi e della Svizzera italiana». Quattro le sezioni in gara: poesie scritte da adulti, brevi racconti scritti da adulti, poesie e filastrocche scritte da ragazzi, brevi racconti scritti da ragazzi.

La giuria – presieduta dal cantante e linguista milanese Lissander Brasca e composta anche da Giancarlo Giavazzi, Silverio Signorelli e Gianni Pisoni – ha voluto anzitutto segnalare quattro opere. Per la sezione racconti scritti da adulti, “La pegurìna di Orobie” di Amleto Facheris (dialetto bergamasco); per la sezione poesie scritte da ragazzi, “La Costitussiù” dei bambini di quinta della scuola primaria di Gromo (dialetto bergamasco); per le poesie scritte da adulti, “Inverno” di Carmen Fumagalli Guariglia (dialetto bergamasco) e “Ona mattina de November” di Giulio Redaelli (dialetto milanese della Bassa Brianza).

Quanto ai premi, nella sezione racconti scritti da ragazzi ha vinto “La turta del venerdé sant”, opera in dialetto bergamasco dei bambini di quarta della scuola primaria di Gromo.

Il premio per la sezione racconti scritti da adulti è andato a “Ciamìla mia Àluin”, di Loredana Jole Scalpellini (in dialetto bresciano). Il premio per la sezione poesie e filastrocche scritte da ragazzi è infine andato a “Ol Rusì”, componimento in bergamasco di Sara, Matilde, Martina e Agata, alunne della quarta primaria di Gromo.

Tre i premi assegnati per la sezione poesie scritte da adulti. Al terzo posto “Spére du sul” (in dialetto bergamasco) di don Alessandro Barcella, al secondo posto “Mé tirabusù” (dialetto di Brescia) di Dario Tornago. La “Penna d’oro” è stata vinta da Mario Rota, di Premolo, con la poesia “Ol bèro”, in dialetto bergamasco. Una scelta a sorpresa, da parte della giuria, perché si tratta di un sonetto percorso da una vena umoristica. «Se uno scrive una poesia col sorriso, che fa pensare e riflettere, e questa poesia è anche tecnicamente valida, non si capisce perché non debba prendere il primo premio», ha detto il presidente di giuria Lissander Brasca (lo ha detto in dialetto, ma noi qui abbiamo preferito la “traduzione” italiana).

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