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Full immersion all’estero per 200 ragazzi del “Valle Seriana” di Gazzaniga

Autunno all’estero per circa 200 ragazzi dell’Istituto “Valle Seriana” di Gazzaniga. Gli studenti di quarta degli indirizzi tecnologico, socio sanitario e liceo scientifico delle scienze applicate, si sono letteralmente immersi nella realtà irlandese e britannica.

Con biglietto aereo offerto dall’istituto, gli studenti sono partiti divisi in gruppi, con cadenza settimanale, accompagnati dai loro insegnanti. Per meglio venire a contatto con la cultura e la lingua, sono stati ospiti in famiglia per sette notti. Hanno così potuto sperimentare la vita oltremanica: cucina, tempo libero, educazione dei figli, quotidianità della casa.

Una delle mete è stata Dublino. In programma uno stage linguistico al mattino, visite ai luoghi di maggior interesse, con particolare attenzione alle realtà emergenti del mondo del lavoro e dei media, al pomeriggio e nel weekend. Seconda destinazione Nottingham, cuore pulsante delle East Midlands inglesi, con 40 ore di alternanza scuola-lavoro in piccole imprese locali.

«I nostri “Dubliners” – spiega l’insegnante Alessandra Dalla Betta – hanno seguito ogni mattina un corso di lingua inglese, per un totale di 20 ore, volto a sviluppare le abilità comunicative, con particolare attenzione anche ad alcuni aspetti della tradizione e del folklore locale. Nel tempo libero hanno seguito un fitto programma di visite: dalle più classiche, come il Trinity College, Temple Bar e la cattedrale di Saint Patrick, fino a contemplare lo skyline della città decantata da Joyce dal terrazzo panoramico di due colossi come Guinness e gli uffici marketing di Google Dublin, il quartier generale per l’Europa. Da ultimo una visita guidata al Croke Park Stadium, il cuore degli sport nazionali: il calcio gaelico e l’hurling».

Nella città di Robin Hood gli studenti delle quarte liceo hanno invece avuto la possibilità di mettere alla prova le proprie competenze comunicative, nonché professionali e organizzative. «Grazie ad un portale dedicato, hanno potuto scegliere la realtà in cui collaborare – prosegue Alessandra Dalla Betta -: alcuni hanno optato per i bar-caffetteria, con ritmi di lavoro davvero sostenuti ed un confronto diretto con il cliente; altri hanno preferito i charity shop, realtà non-profit molto diffuse nel Regno Unito, dove l’incasso della vendita di merce usata viene devoluto ad associazioni come la ricerca sul cancro, l’assistenza agli anziani ed altre organizzazioni di beneficenza. C’è anche chi ha prestato servizio nella scuola primaria, venendo a contatto con il sistema educativo britannico, e chi, appassionato d’arte, si è cimentato in una settimana di lavoro in una galleria d’arte, tra artisti emergenti e clienti sicuramente molto esigenti».

Le altre foto dell’esperienza a Nottingham (clicca per ingrandire):

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