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Fiorano, scuola più grande e a prova di terremoto

Mancano solo pochi dettagli: il grosso dell’intervento si può dire ormai concluso. Fiorano al Serio ha la sua “Scuola aperta”. L’ampliamento e l’adeguamento sismico dell’edificio che ospita gli alunni della primaria è stato completato e alcuni spazi vengono già utilizzati.

Tutto è iniziato circa un anno fa con un accordo di programma siglato da Comune e Regione. «Quando s’è ravvisata la necessità di un ampliamento, perché i bambini diventano sempre più numerosi, la Regione ci ha fatto questa proposta di “Scuola aperta” – spiega la sindaca Clara Poli -. Un edificio, quindi, che non sia solo dedicato allo studio, ma anche capace di accogliere associazioni ed esperienze del territorio. Ci abbiamo pensato ed è scaturito questo progetto chiamato proprio Scuola aperta».

I lavori

L’investimento complessivo ammonta a 500 mila euro, per metà coperto da un contributo regionale a fondo perduto e per l’altra metà con fondi del Comune. «Sono stati effettuati tre interventi – spiega l’architetto Igor Meroni, che ha seguito i lavori -. Anzitutto l’ampliamento, per un importo complessivo di 250 mila euro. Sono state realizzate due nuove aule e la ristrutturazione degli spogliatoi della palestra, con nuovi servizi e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Gli altri due interventi, invece, sono stati di carattere antisismico, entrambi da 125 mila euro. Il primo ha riguardato il blocco palestra e le aule della parte più recente. Il secondo ha riguardato la parte originale del complesso (che risale a 90 anni fa, ndr), dove abbiamo posato degli intonaci antisismici».

Nella scuola anche l’aula consiliare

Scuola a prova di terremoto, dunque, dove ha trovato spazio anche il Comune. «A Fiorano non c’era un’aula consiliare e allora abbiamo pensato di riutilizzare quella degli anni ‘30, quando il municipio era incorporato nella scuola – spiega ancora la prima cittadina -. Naturalmente ne abbiamo prima parlato con la dirigente scolastica, la dottoressa Berra, che ci ha dato il via libera, anche perché i lavori hanno reso disponibili nuovi spazi. C’è comunque l’accordo che la sala possa essere utilizzata dalla scuola in caso di necessità». Spazi condivisi, insomma, come avviene anche per la palestra dove, aggiunge Clara Poli, «tante associazioni stanno già svolgendo le loro attività».

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