Home Bergamo-Con-La-Valigia L’amore, l’Australia e il gelato

L’amore, l’Australia e il gelato

Matteo ed Emanuela agli Australian Open

Della loro nuova attività nei giorni scorsi si è occupato anche un giornale australiano, articolo rimbalzato attraverso i social network anche in Italia. Protagonisti due 30enni, entrambi laureati, dell’Alta Valle Seriana: Matteo Pochintesta (di Songavazzo) ed Emanuela Pedrocchi (della Conca Verde di Rovetta).

I due giovani da cinque anni vivono nel Paese straniero nell’altro emisfero. «Dopo avere discusso la tesi – racconta Matteo – e con già un’esperienza all’estero di un anno, con il progetto Erasmus sono stato in Svezia mentre Emanuela in Galles, abbiamo deciso di continuare a viaggiare. Il primo febbraio 2014 siamo così arrivati in Australia, a Brisbane. All’inizio la nostra voleva solo essere un’esperienza di 12 mesi. Abbiamo infatti fatto il visto Working Holiday, permesso che consente di viaggiare, visitare il Paese e di lavorare per un periodo di un anno, però prorogabile facendo attività per almeno tre mesi nelle farm (le fattorie). Dopo circa sei mesi ci siamo trasferiti a Sydney».

Emanuela Pedrocchi e Matteo Pochintesta

All’inizio i due si sono dati da fare in un caffè, poi Matteo ha iniziato a lavorare come architetto, mentre Emanuela ha avviato il suo percorso professionale in rinomati ristoranti della metropoli e di Melbourne, città in cui hanno vissuto per un anno. Con la nuova attività Matteo ha ottenuto uno “skill visa”, un visto per professionisti e a due anni dall’arrivo gli è stata riconosciuta la “permanent residence”, status che consente una permanenza in Australia dalla durata indefinita. Ora il 30enne è in attesa della cittadinanza australiana, che dovrebbe ricevere nel corso di un’apposita cerimonia in programma il prossimo 10 aprile.

Nonostante la carriera avviata come architetto, Matteo ha però deciso di provare una nuova strada. «Se pur contento del mio lavoro – continua Matteo – non ho messo da parte il mio sogno: quello di aprire un’attività e così ho iniziato un percorso, anche di formazione, che mi consentisse di arrivare ad aprire una gelateria. Sono tornato anche in Italia, per un periodo del 2018 in cui ho imparato qualche segreto del lavoro da Stefano Guizzetti, nella top ten italiana dei gelatieri secondo la rivista Dissapore e titolare della gelateria milanese Ciacco».

E la nuova avventura è cominciata bene. «Stiamo lavorando un sacco – continua Matteo -. Probabilmente la nostra formula è piaciuta». Con la gelateria i due giovani stanno infatti sperimentando un format a base di ingredienti biologici che da subito ha riscosso un certo interesse.

Matteo ed Emeanuela nella gelateria a Sydney

Quella di Matteo ed Emanuela rappresenta una delle tante storie di emigrazione di giovani bergamaschi in Australia; fenomeno che non si arresta. «Sono tantissimi – spiegano – i giovani che continuano a chiederci consigli su questo bellissimo Paese. Quello che ci sentiamo di indicare è di vivere in tutto e per tutto l’esperienza da backpacker, cioè di viaggiatori con lo zaino in spalla. Ci sembra il modo migliore per esplorare l’Australia. Poi le occasioni possono essere tante e i tempi per i permessi dipendono da persona a persona. Contano le capacità e soprattutto la conoscenza dell’inglese».

E gli obiettivi a lungo periodo? «In Australia le cose sono molto veloci – spiegano -. Si possono aprire nuove prospettive anche improvvisamente». Quello che non cambia è la nostalgia dell’Italia, famiglie e amici. «L’Italia manca sempre – aggiunge Emanuela – e non è facile abituarsi alla lontananza da amici e famiglia, ma l’Australia ci ha dato grandi opportunità che non si possono sprecare! Ovviamente non è sempre tutto rose e fiori, ma in questi 5 anni Sydney è diventata la nostra seconda casa».

Matteo ed Emanuela hanno affrontato tante sfide insieme: «Essere in due – racconta Emanuela – sicuramente aiuta, o almeno, per la mia esperienza è stato determinante nella decisione di voler restare. Tanti amici e amiche venuti qui da soli dopo qualche anno se ne sono andati. La maggior parte delle persone che conosco che sono qui da più di 3-4 anni sono coppie. È normale, quando si è lontani da tutti i propri affetti viene spontaneo legarsi molto di più e più in fretta alla persona che ti sta accanto. Quella persona diventa la tua famiglia, e nei momenti di difficoltà è fondamentale avere qualcuno su cui potersi appoggiare, così come avere qualcuno con cui gioire dei successi».

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