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Nuovi accatastamenti, rischio aumento delle rette nelle case di riposo

Una norma relativa agli accatastamenti delle case di riposo potrebbe portare a un aumento delle rette. A lanciare l’allarme è la Fnp Cisl di Bergamo. Il sindacato pensionati chiede ufficialmente che Regione e Governo si facciano carico di un’attenta rivalutazione della norma.

In molti casi (se proprietarie dell’immobile) le case di riposo sono passate a categoria di struttura con fine di lucro. «Per le Fondazioni Onlus, oltre alla beffa, il danno di un aumento consistente delle tasse – dice Caterina Delasa, segretaria generale Fnp Cisl di Bergamo -. E il rischio che l’aumento dei costi fiscali a carico delle Rsa si ripercuota sugli utenti e le loro famiglie è abbastanza scontato. Non ci possono essere altre soluzioni per istituzioni che a più riprese hanno denunciato le difficoltà a mantenere in ordine i costi».

«Già l’ultima indagine Fnp – aggiunge Delasa – denunciava un progressivo aumento delle rette nelle strutture lombarde e bergamasche. Tra l’altro, questa manovra rischierebbe di depotenziare l’accordo che Fnp e gli altri sindacati lombardi dei pensionati sulle detrazione delle rette, che a febbraio di quest’anno ha evitato il rischio di un grave danno economico per le famiglie dei pazienti».

Il problema nasce di fatto nel 2011, anno in cui l’Agenzia delle Entrate ha contestato la classificazione catastale B/1 o B/2, emettendo avvisi di accertamento con relativa riclassificazione catastale in D/4, ovvero Case di cura ed ospedali con scopo di lucro. «La classificazione precedente invece era più equa per l’attività che svolgono enti no profit – prosegue il sindacato -. Nella categoria B/1 rientrano infatti collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari, mentre nella categoria B/2  le case di cura e gli ospedali senza fine di lucro, che operano in regime di accreditamento e svolgono le proprie attività nelle unità immobiliari di proprietà delle Fondazioni».

La Fnp di Bergamo intende attivarsi presso «Governo e Regione perché trovino possibili forme di detrazione e sgravio fiscale – conclude Delasa -, ma anche per ottenere una classificazione catastale omogenea degli immobili, maggiormente favorevole, in considerazione dell’attività di rilevante interesse pubblico svolta a favore di soggetti fragili, eventualmente riconfermando quella precedente».

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