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Tre temi per il consigliere Scandella

Continuano le interviste al bancone del telegiornale di Antenna2 ai consiglieri regionali bergamaschi del territorio della Valle Seriana (a questo link quella al consigliere Roberto Anelli).

Nei giorni scorsi è toccato al consigliere regionale del Partito Democratico Jacopo Scandella.

Tema principe per il territorio della Valle Seriana: la viabilità e le infrastrutture per il mondo della mobilità. Il Pd sul territorio ha promosso anche alcuni incontri (a Pradalunga e a Clusone), cosa è emerso e come pensate il problema possa essere affrontato?

“La mobilità è un fattore di sopravvivenza per l’Alta Valle Seriana e per questo abbiamo deciso di metterlo in cima alle nostre priorità. I nodi e i problemi sono tanti, quello più importante è probabilmente l’intasamento della superstrada soprattutto all’altezza all’innesto con la galleria Montenegrone e al rondò delle Valli. Un primo beneficio ci sarà con il cavalcavia alla rotonda delle valli, ma questo non è evidentemente sufficiente. Se è vero che nei decenni scorsi, quando c’erano delle risorse, si è perso dei treni importanti, oggi la necessità è investire di più. Credo e spero che già a partire dal bilancio regionale, e della Comunità montana della Valle Seriana, nelle prossime settimane ci saranno novità importanti per quello che riguarda la variante di Cerete, la variante di Ponte Nossa e l’innesto sulla Montenegrone”.

Da anni Scandella parla dell’opportunità che possono rappresentare i canoni delle derivazioni idroelettriche per il nostro territorio. Siamo alla svolta?

“Per fare le cose che dicevo prima servono risorse e queste possono derivare in parte dai canoni, circa 66 milioni di euro in Regione Lombardia, risorse destinate a crescere con il rinnovo delle concessioni. Entro il 31 marzo Regione Lombardia deve approvare una legge con cui fare pagare il giusto a queste società. Sono dunque tanti gli ambiti in cui l’acqua può diventare una risorsa ancora più importante per i territori montani”.

Sono abbastanza note le difficoltà su tutto il territorio nazionale per quanto riguarda la disponibilità di professionisti nel settore ospedaliero. La domanda resta alta e i medici diventano sempre di più una risorsa preziosa. In questo contesto possono farne le spese le strutture periferiche di montagna?

“Purtroppo le carenze di medici si stanno scaricando sugli ospedali periferici. A Piario 10 letti a Medicina sono chiusi per questo motivo. Un anno fa chiudeva il punto nascita, credo che oggi sia urgente riportare l’attenzione su questa struttura ospedaliera”.

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