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Un nuovo ecografo per la Val di Scalve

Orrù (a sinistra) e Locati tagliano il nastro

Un nuovo ecografo per il presidio socio sanitario di Vilminore di Scalve. È stato inaugurato questa mattina (mercoledì 6 novembre) alla presenza dei sindaci della valle e dei dirigenti dell’Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est, che ha competenza anche sul territorio scalvino.

A richiedere la nuova apparecchiatura sono stati gli stessi Comuni (Azzone, Colere, Vilminore e Schilpario) insieme alla Comunità montana di Scalve. «Dopo la chiusura del punto nascita di Piario abbiamo ritenuto servisse un segno tangibile di attenzione nei confronti dei territori di montagna – ha detto il presidente della Comunità montana, Pietro Orrù -. In particolare, sappiamo che i cittadini della Val di Scalve devono percorrere molti chilometri per arrivare agli ospedali più vicini. Abbiamo quindi scelto di investire su un servizio che andasse incontro alle donne in gravidanza, ma anche a chi ha problemi di cuore».

L’investimento è stato condiviso dalla Comunità montana, che ha messo a disposizione i fondi del Bim dell’Oglio, insieme all’Asst Bergamo Est. «Il nuovo ecografo serve per migliorare la diagnosi in campo cardiologico, ostetrico-ginecologico e di chirurgia addominale – ha spiegato Francesco Locati, direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale -. Si tratta di un’apparecchiatura che si inserisce nell’offerta del poliambulatorio di Vilminore di Scalve. Oltre al cardiologo e al ginecologo, abbiamo anche il fisiatra, lo psichiatra e anche un’attività consultoriale per seguire le donne in gravidanza. Anche questo territorio ha il beneficio del progetto “Terre alte” per accompagnare le donne fino al momento del parto e anche dopo. Questo ecografo dà quindi ulteriore sviluppo a un’attività diagnostica sempre più qualificata e accurata».

In Val di Scalve si attende un potenziamento anche su altri fronti. «Il presidio socio sanitario di Vilminore è considerato l’ospedale della valle – ha aggiunto Orrù -. Ci sono specialisti che vengono una volta al mese. Ma è un po’ poco per la necessità della nostra valle, relativamente anziana come età anagrafica, ma con bisogni che vanno soddisfatti quotidianamente. Auspichiamo quindi più ore di presenza».

Il servizio di Antenna2:

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