Home Decoder Sapienza torna alla musica con “Attraverso le Terre del Suono”

Sapienza torna alla musica con “Attraverso le Terre del Suono”

A Decoder, trasmissione condotta dal giornalista Andrea Filisetti, abbiamo avuto il piacere di ospitare Davide Sapienza, scrittore, traduttore e giornalista di lungo corso di cui abbiamo potuto presentare la sua ultima fatica: “Attraverso le terre del suono”, titolo di una pubblicazione sviluppata con “Edizioni underground” che ha riportato Davide Sapienza, dopo 22 anni, al mondo della musica, terreno su cui Davide ha mosso passi importanti come giornalista e scrittore in anni di gioventù.

Prendendo spunto dalla cornice esterna, la copertina, con il termine che troviamo nel titolo “attraverso” e la strada in bella vista è inevitabile individuare un primo richiamo alla dimensione del viaggio. Proviamo dunque a evocare un’immagine: quella di Davide che a un certo punto si gira, cambia direzione, mette lo zaino in spalla e parte per un lungo percorso fatto anche di silenzi meditativi delle camminate in montagna, per poi fare ritorno alla dimensione generativa della musica. Sembra un big-bang: un silenzio da cui si sprigiona un’esplosione musicale.

«Un’interpretazione molto bella – continua Davide – anche perché quest’anno pubblico due libri che riassumono in diversi sensi un percorso di una vita: il primo è stato “Geopoeta, attraverso le terre della percezione”, in quel libro c’è un capitolo che è stato rubato da questo progetto che in un certo senso lo annunciava in qualche modo ed è diventato prima uno spettacolo una performance attraverso la direzione musicale di Marco Grompi e poi questo libro “Attraverso le terre del suono”, un libro che a livello editoriale mi riporta a pubblicare qualcosa dopo 22 anni in questo territorio, in questo settore. Io lo vivo come un libro che è semplicemente la prosecuzione di tutto il lavoro fatto in questi ultimi vent’anni. La cosa divertente è stata che in questi molti anni di lavoro tra libri, articolo e collaborazioni mi è stato detto da più persone “non puoi scrivere più di musica”».

[l’intervista continua sul video]

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