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L’abbraccio di Clusone alle vittime del Covid

Pieno il piazzale davanti al nuovo palazzetto. Clusone, nel giorno del suo compatrono San Giovanni Battista, ha voluto far sentire il proprio affetto alle vittime del Covid. Quell’affetto che a tante di loro è mancato nel momento della sofferenza, della morte.

La messa celebrata per ricordare i defunti dei mesi più tragici e difficili ha visto la partecipazione di tante persone. In prima fila il sindaco Paolo Olini, accanto a lui assessori e consiglieri comunali. E poi il rettore dell’Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini, il consigliere regionale Jacopo Scandella, il comandante della Compagnia carabinieri di Clusone capitano Daniele Falcucci, il comandante della Polizia locale Giuliano Vitali, i sindaci di Villa d’Ogna e Piario Angela Bellini e Pietro Visini.

La celebrazione si è aperta con bambini e ragazzi che hanno portato sotto l’altare 95 rose rosse, una per ogni defunto della cittadina. Si sono poi accomodati sui gradoni del centro sportivo: segno di purezza e speranza con le loro magliette bianche.

Nella sua omelia, l’arciprete dì Clusone monsignor Giuliano Borlini ha detto: «Ognuno di noi è prezioso agli occhi di Dio. Non possiamo quindi pensare che tante persone in questi mesi siano morte da sole. La mano di un infermiere, di una persona vicina, il suo sguardo, sono stati la carezza di Dio. I nostri cari, anche se lontani dai nostri sguardi, tuttavia non erano distanti dal cuore del Padre dei cieli. Siamo persone amate, grandi davanti a Dio».

Al termine della celebrazione ha preso la parola anche il sindaco. «Abbiamo percorso tutti assieme momenti tristi, momenti di sconforto e solitudine, in cui i nostri affetti più cari se ne sono andati. Siamo stati tutti colpiti – ha detto Olini -. Nei giorni più tristi ho pensato però che questo disegno non poteva essere dipinto soltanto di luci scure o colori sbiaditi. Questa dura prova doveva almeno servire per una semina. Tutte le persone che ci hanno lasciato, e sono veramente tante, ci devono avere dato un segno. Vorrei che questo segno serva per rimettere in fila le cose importanti della vita, anche per disegnare nuovi momenti di comunità. In questo periodo difficile ho riscoperto una comunità vera».

La messa si è conclusa con l’invito ai familiari dei defunti a tornare a casa con una delle rose rosse lasciate all’inizio ai piedi dell’altare. 

1 COMMENTO

  1. Il mio cuore è stato a Clusone per Gianluca Balduzzi e altri.Non ho parole.Certamente Gianluca ha lasciato una testimonianza di grande Imprenditore ,di Manager d’Azienda che ha vissuto il Vangelo nel quotidiano aziendale,sociale,parrocchiale senza timidezza nè estroversione marcate,con la discrezione più fraterna quanto elegante,nell’Amore verso Cristo e il Prossimo cui lui lo chiamava.La prof.Chiara Sinopoli

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