Notizie

Il “giorno zero” della scuola: prima campanella per 170 mila studenti bergamaschi

Da oggi, lunedì 14 settembre, quasi 170 mila gli studenti bergamaschi hanno ripreso le lezioni, tra ingressi differenziati, distanziamenti sociali, trasporti pubblici all’80% della capienza e mascherine chirurgiche.

Salvo Inglima, segretario generale della Cisl Scuola di Bergamo, analizza nel giorno zero le tante incognite e criticità della ripartenza, dopo sei mesi tra lockdown e vacanze: «Poca chiarezza sul protocollo per il rientro a scuola dopo le assenze degli studenti (certificato si, certificato no?), la gestione dei lavoratori fragili (cioè coloro che per via di patologie pregresse sono più esposti ai rischi contagi) ed infine, ma non per ultimo, il problema degli organici con le cattedre vacanti che stentano ad essere totalmente coperte, anche per colpa di un sistema di reclutamento non sempre snello ed efficiente».

«Da una empirica osservazione effettuata personalmente – nota Inglima -, ho notato che gli studenti osservano le regole del distanziamento, dell’uso della mascherina e gli ingressi scaglionati degli istituti stanno permettendo una sostanziale tenuta del sistema dei trasporti. Ci sono controlli degli addetti al sottopasso per valutare il corretto uso delle mascherine e l’osservanza dei percorsi obbligatori direzionali. Un grande senso di responsabilità da parte di tutti è fondamentale per garantire sicurezza».

Paola Manzullo, della segreteria provinciale del sindacato di via Carnovali, aggiunge: «Si pone un grosso interrogativo: l’organico aggiuntivo Covid è del tutto insufficiente per coprire eventuali assenze riconducibili alla pandemia. Apprezziamo la possibilità che si possano effettuare tamponi rapidi a scuola: rappresentano un ottimo strumento di screening in un contesto che vede, ad oggi, situazione con più del 10% dei docenti che ha sviluppato anticorpi».

Interviene anche Elena Bernardini, segretaria generale della Flc-Cgil di Bergamo. Qui di seguito fa il punto della situazione sul personale delle scuole del territorio provinciale.

«Le scuole riaprono oggi fra timori, incognite, parte del personale e dirigenti già esausti per la frenetica corsa a predisporre spazi, regolamenti e piani dettagliati per garantire la sicurezza.  Una sola è la certezza: docenti e Ata non saranno tutti al loro posto dal primo giorno.  Con le nomine in ruolo, infatti, è stato assegnato solo circa un terzo dei posti vacanti disponibili: il blocco dei concorsi e dei corsi abilitanti, il rigido numero chiuso nei corsi di specializzazione, che hanno seguito solo una logica di risparmio e non di programmazione, producono effetti deleteri che si protraggono negli anni. Ora tocca ai supplenti, ma l’Ufficio scolastico Territoriale, nonostante l’impegno allo stremo dei pochi funzionari rimasti, non ha però ancora potuto nominare i 3.600 sostituti necessari ad occupare i posti ancora vacanti, di cui oltre 1.600 di sostegno: la piattaforma informatica per le nomine dei supplenti si è inceppata e da venerdì pomeriggio e per tutta la nottata di sabato non ha funzionato. Le nomine previste per sabato, dunque, sono slittate a oggi».

«Le scuole, poi,  solo da oggi possono iniziare a chiamare il personale aggiuntivo finanziato con il Decreto Agosto, circa 1.000 unità che devono servire a sdoppiare i gruppi classe numerosi, in particolare nella scuola dell’infanzia, oltre ad incrementare di oltre 600 posti l’esiguo numero di collaboratori scolastici, le cui incombenze si sono moltiplicate, dovendo garantire più sorveglianza e soprattutto pulizia e disinfezione continua degli spazi – prosegue Bernardini – La procedura informatica per l’accesso alle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze avrebbe portato vantaggi se non fosse stata avviata solo a fine luglio e conclusa senza il tempo per controlli e verifiche: nella provincia di Bergamo le 26.000 domande dei precari hanno prodotto graduatorie pubblicate solo in questi giorni e ancora piene di errori nei punteggi assegnati dal sistema, con il rischio di dover rifare molte assegnazioni».

«Come ogni anno (ma quest’anno pesa molto di più) – sottolinea la sindacalista –  si scontano i ritardi e la complessità delle procedure nelle assunzioni e nella definizione dell’organico: mobilità, pensionamenti, assunzioni in ruolo, rinnovo delle graduatorie, certificazione degli alunni disabili, tutte a loro volta complesse e tardive. Stiamo denunciando da tempo una gestione inadeguata di questo Ministero, che da anni si affida solo alla buona volontà del personale e della sua enorme capacità di adattarsi mettendo una toppa a tutte le carenze di un sistema lasciato senza i fondi e senza la cura che uno Stato attento dovrebbe dedicargli. Peccato che oggi chi grida di più elencando le carenze nell’organizzazione del rientro in sicurezza, finge di non ricordare che le responsabilità vengono da lontano: per assicurare il distanziamento fisico servono, oltre che spazi, il giusto numero di docenti e di alunni per classe. Da un decennio i numeri imposti da tagli sconsiderati hanno prodotto le cosiddette classi pollaio che oggi sono la prima criticità da affrontare».

Condividi su:
Categorie: Notizie

Continua a leggere

Il ritorno tra i banchi, nella Bergamasca 1.265 studenti in meno
Domenica impegnativa per il Soccorso alpino