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Ats di Bergamo e sindaci collaboreranno per favorire la presenza dei medici di famiglia

Nei giorni scorsi a Bergamo è stato firmato un accordo di collaborazione tra l’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo e il Consiglio di rappresentanza dei sindaci per favorire la presenza dei medici di assistenza primaria provvisori nel territorio della provincia di Bergamo.

«Il problema è annoso e di vasta portata legato soprattutto al fatto che stanno progressivamente lasciando il lavoro per raggiunti limiti di età tantissimi medici sul territorio provinciale anche per una errata programmazione a livello nazionale. Per questo Ats Bergamo e Consiglio di Rappresentanza sei Sindaci sono scesi in campo e hanno unito le forze per individuare soluzioni concrete», spiega Massimo Giupponi, direttore generale dell’Ats di Bergamo

In base all’accordo, «Ats si impegna a proporre al Medico cessante di effettuare un passaggio di consegne, almeno per gli assistiti più fragili e di concedere l’utilizzo del proprio ambulatorio in via temporanea al medico provvisorio (almeno sino all’installazione del sistema Siss (Sistema informativo socio sanitario, ndr) nei nuovi locali). L’Agenzia si impegna anche a contattare i sindaci dei Comuni interessati al fine di chiedere supporto nell’individuazione di locali da adibire ad ambulatorio, ad aumentare la disponibilità di periferiche USB per i medici provvisori per l’accesso al Siss e ad illustrare le procedure del sistema».

Da parte sua il Consiglio di rappresentanza dei Sindaci si impegna a sensibilizzare i Comuni della provincia di Bergamo al fine di attivare azioni che favoriscano la permanenza dei medici provvisori nel territorio come ambulatorio a costi calmierati, convenzioni quadro per la concessione dei locali, collaborazione con le associazioni di volontariato.

Ats s’impegna anche ad avvisare il sindaco del Comune in cui si verifica l’eventuale carenza e si impegna ad aggiornare il Consiglio di rappresentanza dei sindaci, almeno mensilmente, sulla situazione a livello provinciale. Sia Ats sia il Consiglio di rappresentanza dei sindaci «si impegnano a favorire l’aggregazione territoriale dei medici e a promuovere progetti di telemedicina soprattutto nei territori montani. Le azioni sopra elencate vengono attuate a seguito dell’attuale situazione straordinaria. Analogamente verranno attivate azioni congiunte presso gli organi competenti al fine di sollecitare soluzioni definitive».

Bisogna ricordare che le attività dei Medici di Assistenza Primaria (MAP), dei Pediatri di Famiglia (PDF) e dei Medici di Continuità Assistenziale (MCA) sono definite e regolate da specifici Accordi Collettivi Nazionali (ACN). Tali accordi sono integrati a livello regionale e aziendale. La provincia di Bergamo è suddivisa in 53 ambiti di Medicina di Assistenza Primaria cui afferiscono i 651 Medici di Assistenza Primaria attualmente in servizio (591 titolari e 60 incaricati provvisori). Ogni medico può prendere in carico un massimo di 1500 assistiti.

«Ogni giorno riceviamo, da parte di colleghi Amministratori, segnalazioni di cittadini preoccupati perché il loro medico è andato in pensione, o sta per andarci, e ancora non hanno notizie di un suo sostituto – spiega Marcella Messina, presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci -: ci testimoniano insomma una situazione di estrema difficoltà, nella quale viene a mancare una figura che è punto di riferimento per le persone. Il rischio è il ripercuotersi di questa situazione sui pazienti più fragili, come gli anziani, che magari devono spostarsi per raggiungere il proprio medico ma al tempo stesso non hanno autonomia nei trasferimenti. Con Ats abbiamo quindi inteso redigere un accordo con l’intenzione di favorire, per quanto possibile, la presenza di medici di famiglia su un territorio variegato come il nostro».

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