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In Lombardia verso lo stop notturno ad attività e spostamenti

Foto: Pixabay

Purtroppo la situazione si mette al peggio in Lombardia. I dati sulla curva dei contagi e le previsioni sull’andamento delle scorse settimane hanno spinto sindaci e Regione a chiedere al Governo lo stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi ‘eccezionali’ (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell’intera Lombardia dalle 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre.

Una proposta presentata all’unanimità dai sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, dal presidente dell’Anci, Mauro Guerra, dai capigruppo di maggioranza e opposizione in Regione e dal governatore Attilio Fontana, preso atto di quanto rappresentato dal Comitato tecnico scientifico lombardo.

La richiesta al Governo, che sembra abbia già detto di sì, nasce dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della ‘Commissione indicatori’ istituita dalla direzione generale Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 in terapia non intensiva.

Inoltre, nella riunione che si è tenuta lunedì 19 ottobre, tutte le parti intervenute hanno condiviso l’opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità.

Per uscire tra le 23 e le 5 servirà di nuovo l’autocertificazione. Già oggi il Ministero dell’Interno fornirà indicazioni ai prefetti.

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