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Dieci verità sul mal di schiena

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Andiamo subito al sodo, ci sono molte credenze ed opinioni riguardo il mal di schiena, la sua gestione, la postura corretta da mantenere, etc. Ognuno dice la sua in merito, basandosi sulla propria esperienza o a volte sul semplice “sentito dire”, ma nella maggior parte dei casi possiamo confermare che si tratti di pregiudizi o falsi miti. Il mal di schiena lombare, conosciuto anche come lombalgia, è certamente una delle ragioni più frequenti per cui ci si rivolge ad un medico, e circa l’80% delle persone lo sperimenta almeno una volta nella vita, così voglio svelare dieci fatti che forse non sai a riguardo.

1- NON è una condizione medica rischiosa per la vita;

2- molti episodi di mal di schiena si risolvono spontaneamente e non peggiorano con l’invecchiamento;

3- pensieri negativi, paure ed ansia sono correlati con lo sviluppo di mal di schiena persistente;

4- le immagini diagnostiche (risonanza, RX, etc) NON possono determinare la prognosi del nostro attuale mal di schiena ne prevedere episodi futuri o migliorarne i risvolti clinici;

5- l’esercizio e i movimenti in tutte le direzioni sono sicuri e salutari per la schiena;

6- la nostra postura quando siamo seduti, in piedi o mentre solleviamo dei pesi NON predice l’insorgenza di mal di schiena e la sua persistenza. Inoltre NON è consigliato l’utilizzo di ortesi, corsetti o cinture;

7- un “core” debole non causa mal di schiena, al contrario può essere utile rilassare i muscoli del tronco;

8- i movimenti e l’esposizione al carico in modo graduale sono sicuri per la schiena e danno solidità strutturale. Episodi di ricaduta sono correlati più a nuove attività o stress piuttosto che ad un danno tissutale;

9- la gestione del mal di schiena è semplice e poco costosa: educazione del paziente, pensieri positivi riguardanti la ripresa delle proprie attività e ottimizzazione dei carichi di lavoro;

10- infiltrazioni, chirurgia e farmaci non hanno evidenze scientifiche che ne supportino l’uso.

La fisioterapista Chiara Paccani

Questo è ciò che ci dicono le più recenti linee guida internazionali, basate su numerosi studi scientifici, ricerche ed analisi. In particolare, vorrei soffermarmi sul punto 6. Sicuramente ti sarà capitato di sentirti dire “stai seduto eretto quando lavori al computer” oppure “solleva i pesi piegandoti bene sulle gambe e tenendo la schiena dritta”, o ancora “non stravaccarti così sul divano se non vuoi avere dolore alla schiena”. Ebbene lavorare sulla postura per risolvere un dolore non è raccomandato oltre che essere dispendioso. Non esistono “movimenti sbagliati”, sconsigliati o da evitare, esiste invece l’allenamento e l’esercizio terapeutico graduato, da svolgere sotto la supervisione di un fisioterapista di fiducia, formato a riguardo e con esperienza. Accade spesso che si incorra nella cosiddetta “kinesiofobia” (la paura del movimento): questa implica movimenti più lenti, poco variabili e con maggior rigidità, nel tentativo di preservare la zona lombare, quando in realtà l’effetto che si ottiene è tutto l’opposto, ossia una schiena meno sana e versatile, meno forte e ipomobile. Ci si comporta in questo modo per paura di peggiorare la situazione e di aumentare il dolore, ma invece non è così, poiché la scienza ci dice che non necessariamente un dolore corrisponde ad un danno strutturale (si pensi ad esempio al mal di testa).

Un’altra miscredenza riguarda l’importanza del riposo: un po’ troppo sopravvalutata! Senza fraintendimenti, in una prima fase può essere utile un breve periodo di riposo, ma poi è necessario riprendere a muoversi (in principio restando fuori dalla zona di dolore) e continuare a farlo, sempre facendosi guidare da un fisioterapista che sa come gestire le diverse fasi della guarigione, e personalizzerà il trattamento in relazione al problema della singola persona. Appare dunque abbastanza chiara l’importanza di affidarsi a professionisti aggiornati e preparati, in grado di prendere in carico il paziente coinvolgendolo in prima persona nel trattamento fisioterapico, che sarà prevalentemente attivo. Un trattamento esclusivamente passivo, infatti, non garantisce risultati sul lungo termine. L’obiettivo è ripristinare le condizioni ottimali di movimento tornando alle proprie attività senza pensieri e senza paura.

Concludo dicendo che la comune lombalgia rappresenta il 90% di tutti i mal di schiena, e viene classificata come mal di schiena non specifico. Solo l’1-2% di tutti i mal di schiena sono riconducibili a problemi più gravi e specifici.

Professionista Chiara Paccani, dotteressa fisioterapista.

Per informazioni: STUDIO MEDICO E DENTISTICO GALBIATI sito a LEFFE (BG) – t. 035.734075