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In Bergamasca si fa fatica a trovare operai specializzati nell’edilizia, farmacisti e biologi

In Bergamasca l’occupazione si sta riprendendo. Siamo ancora lontani dai numeri di un anno fa, ma rispetto all’ultimo periodo si nota una risalita. Il problema è che c’è carenze di alcune figure professionali, soprattutto lavoratori qualificati di cui le aziende avrebbero bisogno, ma che fanno fatica a trovare.

La Cisl di Bergamo ha compiuto un’analisi partendo dai dati di una ricerca Excelsior /Unioncamere e Anpal. Ricerca basata su questionari compilati da quasi 108.000 imprese che si è focalizzata sulle tendenze occupazionali per il periodo gennaio-marzo 2021. I numeri indicano che anche se rispetto al febbraio 2020, quando di Coronavirus si parlava come di una eventualità lontana, la richiesta delle aziende di fabbisogno lavorativo scende “solo” del 17%, un mese fa la perdita era del doppio (entrate previste 1° trimestre 2021/20.090 – 1° trimestre 2020/23.505).

Le entrate programmate nel trimestre Gennaio-Marzo 2021 a Bergamo sono 20.090 (- 17% rispetto al 1° trimestre 2020); in Lombardia 218.300 (- 18% rispetto al 1° trimestre 2020) e complessivamente in Italia 892.820 (- 23% rispetto al 1° trimestre 2020).

A Bergamo le entrate previste prevedono che il 17% degli ingressi sia di lavoratori con laurea, 35% con diploma di scuola superiore, 27% qualifica o diploma professionale e 21% con nessun titolo di studio. In totale, rispetto al dato regionale e nazionale, in provincia le figura più formate sono il 52% del totale, contro il 62 regionale e il 60 nazionale

«Le entrate previste dalla ricerca, nella nostra provincia, sono di poco superiori nei servizi rispetto all’industria – dice Danilo Mazzola, della segreteria provinciale Cisl -, sia a gennaio che nel trimestre gennaio-marzo 2021. Per quanto riguarda le professioni previste, per il 38,5% riguarda operai specializzati e un 10% di professioni non qualificate. Il restante 51,5% riguarda professioni dirigenziali altamente qualificate e impiegati qualificati. Il dato che balza all’occhio è relativo alle mille professioni che sono difficilmente reperibili, sempre nella nostra provincia: il 72% riguarda operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici e nel 28% dei casi professioni altamente specializzate affidate a laureati. È una ricerca che mette in evidenza come il mercato del lavoro bergamasco richieda per il 90% lavoratori qualificati e super qualificati, con un 10% di entrate non qualificate».

Analizzando nel dettaglio la situazione per la nostra provincia, le professioni più difficili da reperire sono farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita; specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche; operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici. Sempre a Bergamo il 28% delle entrate interesseranno giovani con meno di 30 anni.

«Questa situazione – prosegue Mazzola – ci porta a dire che vanno investite risorse aggiuntive nella formazione in giovani laureati, mentre diviene necessario far comprendere ai giovani le opportunità professionali che i vari settori possono loro offrire. Sicuramente la parte più delicata sarà nella gestione delle ricollocazioni, quando verrà meno il blocco dei licenziamenti, che coinvolgerà soprattutto personale non qualificato e magari non pensionabile. Sarà in questa occasione che si giocherà la vera partita delle politiche attive, legata alla riqualificazione e alla formazione, mai come oggi così urgenti».

Dall’osservatorio privilegiato delle categorie dell’industria e dei servizi della Cisl di Bergamo, emerge che il mercato “reale” esprime già una particolare turbolenza.

«Le aziende chimiche, soprattutto farmaceutiche, stanno andando bene – sottolinea Cristian Verdi, segretario generale della Femca Cisl -. Probabilmente assumeranno, ma è un settore dove si cerca prevalentemente gente specializzata. Il cosmetico, dopo il calo 2020, dovrebbe ripartire e creare nuovi posti di lavoro. Poi, anche qualche azienda di gomma plastica sta lavorando bene, così come il settore del tessile con il tessuto non tessuto e prodotti simili. Poi in generale, secondo una nostra statistica, fatto salvo cambio in corsa di regole pensionistiche, diverse persone andranno in pensione quest’anno. Quindi molte assunzioni saranno anche dovute al reintegro di quelle figure».

«In alcuni gruppi importanti– spiega invece Luca Nieri, segretario generale Fim Cisl, il sindacato metalmeccanici –negli ultimi mesi del 2020 sono subentrate dinamiche per snellire svecchiando e, a oggi, buona parte degli accordi ha lavorato prevalentemente sull’aggancio con la pensione da raggiungere grazie alla Naspi. È stato sicuramente uno strumento utile, che svecchia la struttura e la prepara all’anno nuovo, quando serviranno strutture più leggere per affrontare il mercato ancora complesso e problematico. Così, qualche centinaio di giovani ha già iniziato a entrare in aziende metalmeccaniche, anche se in molti casi, come alla Brembo, avviene in gran parte per assunzioni in somministrazione».

«I dati delle Casse edili di Bergamo – sottolinea Simone Alloni, segretario generale della Filca Cisl – evidenziano che tra lo scorso ottobre e gennaio sono stati fatti corsi primo ingresso di lavoratori mai stati in edilizia per 90 persone, inoltre abbiamo più cantieri che sono partiti con maggior valore rispetto anno scorso. Le comunicazioni obbligatorie per le aperture dei cantieri sono infatti cresciute del 4,5%».

Controcorrente il discorso su commercio e terziario: secondo Diego Lorenzi, segretario generale della Fisascat Cisl, infatti, «la situazione non permette previsioni particolarmente rosee. Le attività del territorio hanno continuato a soffrire gli effetti della crisi perché è mancato un rilancio dei consumi, e a oggi abbiamo purtroppo solo dati preoccupanti. Per ora, le aziende che monitoriamo con il nostro lavoro non hanno espresso previsioni particolarmente ottimiste: ci risulta che anche i tradizionali negozi alimentari attivino il Fondo d’integrazione salariale, mentre continuano le crisi degli Iper e inizia a diventare preoccupante la situazione negli appalti (vigilanza, pulizia, guardianie)».

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