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Trasporto pubblico locale, sempre più difficile far quadrare i conti: si temono nuovi tagli alle corse

Il trasporto pubblico locale vive un momento di particolare difficoltà. La situazione critica del periodo è emersa anche durante il Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia del trasporto pubblico locale di Bergamo. Il bilancio di previsione 2023-2025 è stato uno dei principali temi affrontati e ci sono forti preoccupazioni per le possibili riduzioni di servizio nel 2023 che potrebbero rendersi necessarie per bilanciare le spese e le entrate.

«La previsione di bilancio del trasporto pubblico locale per il periodo 2023 – 2025 considera molteplici fattori, fra tutti la differente crescita dell’inflazione e dei contributi pubblici per il servizio: sulla base delle attuali informazioni, la differente dinamica comporta un maggiore esborso per i servizi, non compensato dall’aumento dei contributi. A fronte di una prevista crescita del Fondo Nazionale Trasporto intorno al 2%, l’attuale dinamica inflattiva potrebbe far crescere la spesa per i servizi di trasporto di oltre il 4-5%», fa sapere l’Agenzia Tpl di Bergamo.

Il settore del trasporto pubblico locale sta ancora subendo le conseguenze dell’emergenza sanitaria dell’ultimo biennio con gli effetti negativi connessi alla riduzione dei ricavi da traffico solo parzialmente coperti dai “ristori” ministeriali, da una lenta crescita della domanda che ancora resta inferiore del 10-15% rispetto al 2019, dalla crescita anomala dei costi dei carburanti, dalla necessità di attuare una imponente e costosa transizione ambientale con il rinnovo dei mezzi. La ripresa dell’orario invernale 2022/23, in assenza dei servizi aggiuntivi attivati nei precedenti anni, ha messo in evidenza tutti i limiti di un sistema che fatica ad essere adeguato alle necessità, con risorse tecniche ed economiche non sufficienti a risolvere gli affollamenti dei mezzi delle ore di punta.

In questo contesto, il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia bergamasca esprime forte preoccupazione per le ricadute sul futuro. «Già in anni precedenti (2014-2018) sono state operate riduzioni che hanno profondamente minato la competitività del settore rispetto ai viaggiatori occasionali e con locali soppressioni di corse in aree deboli. Risulta quindi piuttosto complesso trovare ulteriori ambiti di riduzione dei servizi senza intaccarne la qualità e la capillarità nel territorio. Il settore sta lentamente uscendo dal periodo critico e su di esso si convogliano gli obiettivi di recupero verso una mobilità sempre più ambientalmente sostenibile, una compressione del servizio potrebbe provocare una crisi strutturale economica del sistema del Tpl, con difficoltà per ulteriori recuperi nel tempo. Nel 2023 Bergamo e Brescia saranno “Capitale della Cultura”, e ci si aspetta un importante flusso turistico, specialmente nelle festività ed in estate, periodi nei quali già oggi il servizio di trasporto pubblico locale è fortemente carente o assente in ampie parti del territorio del Bacino, gli ulteriori tagli sarebbero controproducenti rispetto all’operazione culturale del 2023 offendo ai turisti un pessimo servizio».

Emilio Grassi, direttore dell’Agenzia del trasporto pubblico locale di Bergamo, sottolinea: «La criticità è stata messa in evidenza dall’Agenzia nel corso della Conferenza regionale del trasporto pubblico dello scorso 5 dicembre e il problema è ben presente a tutti gli interlocutori istituzionali dell’Agenzia. Occorrerà valutare nei dettagli la situazione entro il primo trimestre del 2023, considerando il reale andamento inflattivo e le effettive contribuzioni erogate, per organizzare in tempo le azioni eventualmente necessarie ad equilibrare le entrate e le spese dei contratti».

L’assemblea dei soci dell’Agenzia ha esaminato e recepito le preoccupazioni del Consiglio d’amministrazione e si riserva di valutare le strategie di intervento entro il primo trimestre 2023.

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