La Presolana come l’Everest. Per due giorni. Solo che, per coprire la differenza, bisognerà fare su e giù dieci volte. È l’Everesting della Presolana, iniziativa nata per celebrare i 150 anni della sezione Cai di Bergamo, in programma sabato 29 e domenica 30 luglio. Un evento che vuole coniugare alpinismo e solidarietà.
«L’obiettivo è proseguire nella raccolta fondi lanciata nei mesi scorsi per costruire una casa della montagna a Penas, in Bolivia – spiega Paolo Valoti, ex presidente del Cai di Bergamo -. Questa struttura sarà un centro di formazione affinché i giovani di Penas e delle vicinanze possano portare avanti un percorso universitario in turismo sostenibile e avventura, in modo che possano esercitare una professione legata alle loro montagne e alla loro cultura».
L’idea dell’Everesting della Presolana è nata da Alex Bombardieri, del Cai di Gazzaniga. «Tutto è cominciato dal desiderio di regalare una campanella alla vetta della Presolana – racconta -. Poco tempo dopo, incontrando Paolo Valoti, mi è nata questa idea di un Everesting della Presolana». Di fatto si tratta di percorrere avanti e indietro la Regina delle Orobie (dalla Baita Cassinelli fino alla cima) fino a coprire l’altezza dell’Everest (8848,86 metri), la montagna più alta del mondo.
«È un evento non competitivo per condividere la passione e la gioia di stare in montagna – sottolinea Alex Bombardieri -. Si tratta di salire dieci volte la Presolana a staffetta. Partirò io alle 3 di sabato mattina e ogni tre ore ci daremo il cambio. Chi vuole ci può accompagnare fino in vetta oppure solo per un tratto. Domenica alle 11 celebreremo la messa alla Cappella Savina grazie alla disponibilità di don Mario Gregis».
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