Un ultimo saluto che ha voluto essere una festa. Come aveva chiesto il papà di Diego. L’addio al sedicenne di Ardesio portato via da una leucemia fulminante è stato così: tra le lacrime e i canti di speranza, tra il dolore e i colori del Cre in chiesa, tra la tristezza e lo sguardo al cielo. Quel cielo verso il quale sono stati lanciati i palloncini bianchi con le scritte dei ragazzi.
Tantissima gente ha voluto essere presente al funerale di Diego Fornoni. Il corteo, partito dall’abitazione nella parte alta del centro storico, ha attraversato il paese fino alla parrocchiale. Solo una parte delle persone presenti ha potuto entrare in chiesa. Molte altre hanno seguito la celebrazione sul sagrato e dalle strade limitrofe.
Praticamente tutto il paese di Ardesio ha voluto stringersi alla famiglia in questo momento di dolore. Ma tanti sono arrivati anche dai paesi vicini. Tanti anche i ragazzi. Sulla bara, le maglie dell’Atalanta e dell’Asd Città di Clusone, la squadra dove Diego giocava a calcio. Appeso alla recinzione dell’oratorio, dove a luglio il ragazzo era stato animatore del Cre, uno striscione con la scritta: «Diego facci sorridere anche da lassù».
«Il suo corpo non c’è più – ha detto nell’omelia il parroco di Ardesio, don Antonio Locatelli -. Ma lui, che vive in Dio, troverà il modo per essere vicino a noi, come un angelo che consiglia, che sostiene, che accarezza. E, soprattutto, che abbraccia la sua mamma Anna, il suo papà Battista, il suo zio Boni, Erika, Stefano, le nonne e tutti coloro che gli vogliono bene».
Il parroco si è poi soffermato su quanto avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Le parole del papà di Diego dopo la notizia che i segnali di vita erano cessati: «Don, fai un bel funerale a mio figlio. È un bravo ragazzo, se lo merita. Che sia una festa». Il parroco ha aggiunto: «Vogliamo far festa, con le lacrime agli occhi. Perché lui non vuole essere salutato con la tristezza del cuore».
Hanno commosso anche le parole di un amico. «La tua vivacità era per noi come luce. Probabilmente non lo sai, ma ci hai sollevato tante volte. E siamo sicuri continuerai a farlo da lassù. Ci donerai serenità, gioia, spensieratezza. Ma, soprattutto, ti chiediamo di darci la forza per superare questo momento e per imparare a convivere col vuoto e il dolore che stiamo provando. Sappi che ti stimiamo molto, perché non è facile trovare sempre il bello nelle difficoltà. Ma tu ci riuscivi ogni volta e provavi a mostrarcelo».
Infine, il parroco si è rivolto ai genitori: «Grazie per aver abbracciato in questi giorni non solo il vostro Diego, ma grazie per aver abbracciato tutti i suoi amici smarriti e confusi come se fossero vostri figli». Parole seguite da un applauso. Coì come un applauso ha accolto la bara all’uscita dalla chiesa, mentre i palloncini bianchi si libravano nel cielo.

















