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Bossico, nella variante al Pgt meno aree edificabili. Lo chiedono anche i cittadini

Il centro di Bossico

Gli strumenti di pianificazione urbanistica stanno registrando negli ultimi anni una fase in controtendenza. Sempre più spesso i cittadini chiedono lo stralcio di aree edificabili. Succede anche a Bossico, dove l’Amministrazione comunale ha ormai completato il lavoro per la variante generale al Piano di governo del territorio. 

«La variante, come in tutti i Comuni, nasce dalla necessità di adeguare lo strumento urbanistico alla nuova normativa e al nuovo piano provinciale – spiega la sindaca Daria Schiavi – . Un percorso che stiamo portando avanti anche noi con uno sforzo economico non indifferente per un piccolo Comune. L’aspetto più significativo della variante è la riduzione del consumo del suolo dettata dalla normativa regionale, alla quale anche noi ovviamente ci stiamo adeguando. Il taglio di superfici edificabili deve essere almeno del 20% rispetto alle destinazioni attuali per andare appunto a soddisfare i nuovi i nuovi parametri».

Anche le richieste dei cittadini vanno in questa direzione. «È innegabile – prosegue la sindaca – che la le richieste principali pervenute sono volte a stralciare dall’edificabilità una serie di terreni per fare in modo che ritornino a agricoli. Abbiamo cercato di coordinare queste richieste con i principi urbanistici, evitando macchie di leopardo all’interno del tessuto urbano. Siamo andati a togliere un comparto per intero e a ridurre ai margini un altro comparto, in modo da garantire uniformità ed evitare che si siano zone agricole all’interno del tessuto urbano».

Rispetto agli anni passati, dunque, la tendenza è decisamente cambiata. «Per il Comune vuol dire rendere sostenibili le modifiche a livello di bilancio perché viene a mancare l’entrata dell’Imu. Trovare l’equilibrio non è facile, ma ci stiamo provando», aggiunge Daria Schiavi.

Tornando agli aspetti principali della variante, la sindaca evidenzia «una riflessione sul centro storico e la possibilità di allargare un poco le maglie per consentire interventi di ristrutturazione che altrimenti sarebbero economicamente insostenibili. Questo senza ovviamente stravolgere l’assetto dell’edificio, però consentendo qualche qualche modifica in più per per andare incontro alle esigenze dei privati».

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